Il trionfo del ciliegio
L'albero era sino a ieri nudo; nudo nel tronco, nei rami qua e là contorti dall'aspro battere del vento.
Cosa sia accaduto e perché, stamane ripercorrendo tra i coltivi, il sentiero solitario, io abbia visto, invece dell'albero, una nube bianca fatta tutta di fiori stretti sì fittamente gli uni agli altri da formare una cosa sola, impalpabile, quasi aerea, attraverso la quale non mi riesce più di distinguere né rami, né tronco, non saprei dirvi.
Mi appresso incuriosito al miracolo e vedo che, nell'aria immobile, la nube ha fremiti sulla superficie continua dei suoi piccoli fiori aperti, ciascuno dei quali ostenta a guisa di esili fili un ciuffo di stami sorreggenti la loro antera gialla che sembra un punto.
Ed io ascolto un ronzìo di insetti alati (sono api in massima parte) che passano rapidamente da un fiore all'altro, e mi colpisce il volo di farfalle bianche, le cui ali sembrano petali che si siano staccati dai fiori stessi.
L'aria attorno alla nube è più chiara e vibra come uno strumento musicale con melodie di suoni che son diventate melodie di profumi, e di cui la mia anima si riempie.
Riosservo l'albero; non ha una foglia: il trionfo floreale è pieno...poi voi vedrete sul mantello bianco dell'albero apparire le prime macchie verdi.
Ora l'albero verzica; e inizia la sua nuova fatica.
La bianca nube floreale si raccoglie sempre più sotto il verde delle foglie che tende a prevalere: una moltitudine di fiori si chiude a preparare il frutto.
Tra non molto vedrete le prime ciliegie nascoste entro una guaina di foglie e come il sole le maturi e le colori prima sopra una guancia e poi sull'altra; e potrete anche accorgervi come l'albero abbassi verso terra i suoi rami più orizzontali perché la piccola mano dei fanciulli possa facilmente riempirsi dei suoi dolci frutti.
Antonio Anile, Bellezza e verità delle cose, Vallecchi