Rappresentazione teatrale adatta alla classe quinta della scuola primaria
Personaggi: Paolino, la mamma di Paolino, il preside, la professoressa di lettere, la professoressa di matematica, tre bulli, tre compagne di classe, il compagno Nicola, due ragazzi di terza media.
Scena 1
Davanti alla scuola
(Siamo davanti all’ingresso della scuola media il primo giorno di scuola)
Mamma: Che c’è, Paolino, perché sei così agitato… a cosa stai pensando?
Paolino: Ma niente, mamma, penso a come sarà la scuola media. Oggi è il primo giorno e mi domando come sarà…
Mamma: Sei preoccupato, dì la verità?
Paolino: Sì, un po’…
Mamma: Ma perché, Paolino?
Paolino: Perché ho paura di trovare dei professori assai severi …sai, di quelli che ti danno un sacco di compiti.
Mamma: Ma no, vedrai che saranno simpatici.
Paolino: Ma sei sicura?
Mamma: Sì, Paolino, non sono mai stata più sicura di così.
Paolino: Ma sei sicurissima?
Mamma: Sì! Però adesso calmati e non ci pensare!
Paolino: Si, mamma. Ma chissà come saranno i nuovi compagni? Ho paura che siano molto più bravi di me… molto più in gamba, capisci?
Mamma: Ma no, Paolino, non ti fissare su queste cose, vedrai che saranno ragazzi normali e che farete subito amicizia. Sono sicura che ti troverai bene! E ricorda: basta che tu sia gentile ed educato con tutti, come ti ho sempre insegnato.
Paolino: Ma si, hai ragione, mamma. Però…
Mamma: Però?
Paolino: Però non conosco nessuno…
Mamma: Per forza… ma che problemi ti fai?
Paolino: Mamma, lo sai che sono timido… e poi ho paura dei ragazzi più grandi… quelli di terza media sono più alti di papà…
Mamma: Ma tu non devi stare mica con i grandi…
Paolino: Lo so, ma se qualcuno mi viene vicino e mi chiede qualcosa?
Mamma: E tu gli rispondi EDUCATAMENTE e poi te ne vai per la tua strada…
Paolino: Ah, come vorrei essere già in terza media!
Mamma: Paolino, smettila di fantasticare!
Paolino: Si, mamma, però… non è che siamo venuti un po’ troppo presto? La scuola è chiusa e non è arrivato ancora nessuno!
Mamma: Meglio arrivare troppo presto che troppo tardi! E poi oggi è il primo giorno e bisogna essere più che puntuali!
(Entrano in scena i tre bulli e si mettono in disparte a fare commenti su Paolino, senza che lui se ne accorga).
Mamma: Oh, hai visto che finalmente è arrivato qualcuno?
Capo dei bulli: (rivolto ai suoi amici, indicando Paolino) Ehi, guardate quello là!!!
Secondo bullo: Si, guarda come si è conciato!
Terzo bullo: Non è per niente OK!!!
Secondo bullo: Gia, è proprio un ciospo!!!
Capo dei bulli: Vorrai dire un MEGA ciospo!
Terzo bullo: Si, è davvero… un MEGA ciospo ed è anche MEGA disgustoso!
Secondo bullo: E poi non vedi che è anche un MEGA tappo?
Capo dei bulli: A me sembra un citofono… e mi pare anche un po’ sclerato, il nostro tappo. Ma a voi vi sta simpatico?
Terzo bullo: Quel tappo?! Ma non farmi ridere, non vedi che si è portato dietro la mammina… il PIVELLINO!!!
Secondo bullo: E magari si è portato anche un ciuccio per merenda!
Capo dei bulli. Ehi, che ne dite ragazzi, lo prendiamo nella nostra banda?
Secondo bullo: Chi, quello sbarellato - schizzato - flippato - fulminato ?
Terzo bullo: Sai che pizza!! E poi una delle regole della nostra banda è di non fare amicizia con i nuovi arrivati…
Secondo bullo: (Guardandosi intorno) Ehi ragazzi, adesso camomillatevi, che fra poco si entra a scuola… meglio che non ci facciamo notare troppo dalla sua mammina… non si sa mai… magari poi ci becca e va dal preside…
Capo dei bulli: Sai che paura!!! Sto tremando come un budino… guarda!!! (finge di tremare) Comunque è meglio che ci scrostiamo di qua… non è neppure incominciata la scuola e sono già stufo… e poi sapete che a me la scuola mi fa sclerare … Ma per sopportare questa noia spaziale troveremo qualcosa che ci vada a bomba… non vedo l’ora di fare “amicizia” col nostro tappo… chissà quante risate ci faremo!
Terzo bullo: Ben detto! Ci divertiremo alla grande!
Capo dei bulli: Ehi, ragazzi, datemi un “five” e poi andiamo in classe a fare un po’ di cagnara!
(I ragazzi fanno reciprocamente il gesto del “batti cinque” e poi escono di scena sghignazzando. Intanto arrivano altri ragazzi e ragazze.)
Paolino: Ehi mamma, hai visto quei tipi là? Hai visto come mi guardavano? Ma perché sono venuti tutti da soli, senza genitori? Io sono l’unico accompagnato dalla mamma!
Mamma: Ma Paolino, non importa quello che fanno gli altri, tu pensa a te stesso.
Paolino: Ma io ci penso a me stesso, e quindi d’ora in poi non voglio più che mi accompagni a scuola!
Mamma: Che c’è, Paolino, cosa ti prende? (La mamma lo accarezza e lui le allontana bruscamente la mano)
Paolino: Ma dai, mamma, non mi toccare!!!
Mamma. Ma come, neanche il primo giorno di scuola ti posso fare una carezza? Fino all’altro ieri mi chiedevi tu di accompagnarti… e guai se non ti davo il bacino prima di andar via!!!
Paolino: Ma ora sono grande! Non trattarmi come un bambino di tre anni! E poi non vedi che tutti mi guardano?
Mamma: Va bene, se è così che la pensi, allora vai da solo, ma mi raccomando, comportati bene, sii gentile con i professori, di’ sempre buongiorno quando entri in classe, rispondi alle domande, e non parlare con i ragazzi più grandi…capito?
Paolino: (in tono frettoloso e senza guardarla negli occhi) Ok. ciao, mamma.
(La mamma esce di scena. Alcune ragazze guardano Paolino come se fosse un extraterrestre.
Paolino: Ma che avete da guardare? (Le tre ragazze si mettono a fare risolini.)
Paolino: Beh, che avete da ridere?
Prima compagna: Beh, non è che sei proprio un mito! Mi sembri un po’ mio nonno!
Seconda compagna : Si, sei un po’…come dire… un po’ fossile…
Terza compagna : Però è carino con quelle guanciotte da Puffetto, non è vero? (Gli fa un buffetto forte sulle guance con entrambe le mani) Mi sembra un tipo tenero!
Paolino: Ehi, lasciatemi stare! Chi vi ha dato il permesso? Non sono mica un orsetto di peluche!
Prima compagna: Ma forse con qualche ritocchino… potrebbe migliorare!
Paolino: Io non ho niente da migliorare, sto bene come sono!
Terza compagna : Sei proprio sicuro?
Prima compagna: Ehi, ma tu in che classe sei?
Paolino: In prima C, perché?
Prima compagna: Ma allora siamo in classe insieme! Uauuuu! Che mito!
Seconda compagna : Siamo in classe con il Puffetto, che carino!
Terza compagna: Si, ma ora dobbiamo andare a cercare la nostra aula. Ehi, Puffetto, vieni con noi?
Paolino: Okay, però non chiamatemi più Puffetto, capito?
Seconda compagna : D’accordo, Puffetto, come vuoi che ti chiamiamo?
Paolino: Mi chiamo Paolino! PAO – LI – NO!!!
Terza compagna : Okay, Paolino, se vuoi puoi essere nostro amico. Vieni, andiamo in classe che fra poco incomincia la lezione.
Paolino: D’accordo, andiamo… (tra sè) Ma proprio con tre femmine dovevo entrare a scuola? Ma che figura ci faccio davanti agli altri maschi? E proprio il primo giorno!!!
(Entra in scena il narratore)
Narratore: Povero il nostro Paolino, si sta vergognando da morire! Entrare a scuola con tre femmine… è una cosa GRAVISSIMA per un maschio della sua età!!!… E poi, chissà come andrà a finire con quei tre bulletti senza cervello che l’hanno preso in giro senza neppure conoscerlo? Hanno detto che vogliono fare amicizia con lui, ma avrete già capito cosa intendono… Mi sa che il povero Paolino aveva ragione di preoccuparsi. Come inizio, non mi sembra proprio il massimo! Beh, non ci resta che augurargli buona fortuna!
Scena 2
La prima ora di lezione
(I ragazzi sono già sistemati in aula, nei loro banchi, e parlottano tra loro. Entra il preside accompagnato dalla Professoressa De Letteris)
Preside: Buongiorno, ragazzi, benvenuti nella nostra scuola! Io mi chiamo Raimondo Limoncelli e sono il vostro preside. Mi raccomando, seguite attentamente le lezioni e comportatevi in modo… più che ESEMPLARE!!! Ora vi lascio con la vostra professoressa di italiano… arrivederci, ragazzi e buon lavoro!!!
Alcuni di loro: Arrivederci, signor preside!
Professoressa De Letteris: Buon giorno, ragazzi, io sono la Professoressa De Letteris…
(ma non riesce a finire la frase)
Capo dei bulli: Oh no!!! Che paranoia! (Rivolgendosi ai suoi amici bulli scimmiotta la voce della professoressa) Ehi, ragazzi, io sono la Professoressa De Letteris…
Terzo bullo: Ma vaaaa? E io sono il preside Raimondo Limoncini…
Professoressa De Letteris: Ragazzi, ma come vi permettete?
Capo dei bulli: (imitando la voce della professoressa) Ragazzi, ma come vi permettete? Dovete comportarvi in modo E - SEM -PLA-RE… capito?
Secondo bullo: (imitando la voce del preside) Capito?
Terzo bullo: (imitando la voce di un bambino piccolo) Capito… capito!!!
Secondo bullo: Stai zitto tu, che non capisci niente!
Terzo bullo: Ehi, razza di Braccobaldo fulminato, non mi rugare, altrimenti…
Secondo bullo: (con voce aggressiva e andandogli contro) Altrimenti, cooooosaaaa?
Terzo bullo: (imitando la voce della professoressa) Altrimenti vado dal preside, no?
Secondo bullo: (fingendo di implorare) No, dal preside no, ti prego…
Professoressa De Letteris: Ragazzi, smettetela! Un po’ di rispetto, altrimenti vi mando sul serio dal preside!
Capo dei bulli: Avete sentito cosa ha detto la professoressa? Vuole un po’ di rispetto!
Secondo bullo: (imitando la voce del preside) Rispetto! Rispetto!
Terzo bullo: (imitando la voce della professoressa) Rispetto! Rispetto!
Professoressa De Letteris: Posso avere il permesso di parlare?
Capo dei bulli: Vediamo un po’… forse… voi che ne dite, ragazzi, la lasciamo parlare?
Secondo bullo: No, adesso non ne abbiamo voglia…
Professoressa De Letteris: Come sarebbe a dire che non ne avete voglia? Io sono la vostra professoressa e voi MI DOVETE ASCOLTARE!
Capo dei bulli: Ragazzi, che ne dite, vogliamo ascoltare cosa ci dice la nostra professoressa?
Terzo bullo: No, adesso ci dobbiamo sballare con un po’ di musica, ma forse più tardi, se non abbiamo altro da fare…
Capo dei bulli: Ok, grazie del consiglio, ragazzi! (Tira fuori una radio portatile e l’accende a tutto volume. In breve quasi tutta la classe si mette a ballare o a fare imitazioni)
Professoressa De Letteris: Santo cielo! Ma in che razza di manicomio sono capitata?! AIUTO!!! TOGLIETE QUELLA MUSICA SPACCA TIMPANI!!! (ma la musica continua incessantemente) State attenti che chiamo il preside! (ma la musica prosegue) HO DETTO CHE SE NON LA SMETTETE CHIAMO IL PRE – SI – DE!!!
(la musica continua e tutti se ne infischiano dei richiami della professoressa)
Professoressa De Letteris: E va bene, visto che non mi volete ascoltare, ora ci vado sul serio dal preside e vedremo come andrà a finire!!! (esce di scena, disperata)
(Dopo qualche secondo, in cui la classe rimane da sola, entra in scena il preside e, non appena il capo dei bulli lo vede, spegne immediatamente la radio.Tutti ammutoliscono)
Preside: (Con tono severo ma sconvolto) Che succede qui?!
(tutti lo fissano, ma rimangono in silenzio)
Preside: Allora, com’è che siete diventati tutti muti? C’è qualcuno capace di spiegarmi cosa succede in questa classe?? (Nicola alza la mano) Ehi, tu, come ti chiami?
Nicola: Mi chiamo Nicola.
Preside: E sai spiegarmi come sono andate le cose?
Nicola: Beh, prima hanno preso in giro la professoressa e poi hanno messo la musica a tutto volume, e…
Preside: Basta, basta, ho capito! Siete la classe peggiore di tutta la scuola! Darò a tutti una sospensione di una settimana se tu non mi dici chi è stato a cominciare!
Nicola: Beh, sono stati loro tre… (e indica i tre bulli)
Preside: Ma beeene! Vedo che non avete ancora capito che vi trovate a scuola… siete proprio… proprio… degli INCIVILI… ecco cosa siete!
(i tre bulli gli ridacchiano in faccia)
Preside: E non avete il diritto di ridere di me! (Fa una smorfia, mentre la classe continua a ridere)
Capo dei bulli: Ma è lei che ci fa ridere! È proprio buffo!
Preside: Come?! Io… buffo?! Secondo te io sarei buffo?!
Capo dei bulli: Si, perché?
Preside: Bene, se sono tanto buffo, allora verrete con me in presidenza… e lì ci sarà da ridere per tutti! Avrete una sospensione, capito? E allora sì che vedremo se sono tanto buffo… una bella sospensione, ecco cosa ci vuole per voi!
Secondo bullo: Ma signor preside, noi volevamo solo scherzare…
Preside: Zitto tu! Non ti azzardare a rispondere! E ora muovetevi, venite con me a fare una bella chiacchierata in presidenza… tutti e tre… SUBITO!!!
(i tre bulli si guardano costernati, quindi si alzano e seguono il preside)
Preside: (rivolto alla classe) E voi rimanete qui in silenzio… fra poco arriverà la Professoressa De Poligonis di matematica che sostituirà l’insegnante di italiano… la povera professoressa De Letteris non se la sente di ritornare in questa classe… per oggi! (quindi, rivolto ai tre bulli) Andiamo, piccoli delinquenti da strapazzo! (il preside e i tre bulli escono di scena)
(Il resto della classe si scambia risatine e gesti di commento, ma senza fare chiasso, in attesa della professoressa di matematica. Entra in scena il narratore.)
Narratore: Povera professoressa De Letteris! è capitata proprio nella classe dei tre bulli! Avete visto come la trattavano? E come rispondevano al preside? Sono proprio senza cervello, ve l’avevo detto! Ma ora ci pensa il preside a sistemarli! Sst… sento che sta arrivando la professoressa di matematica. Speriamo che stavolta la classe si comporti bene… a dopo! (esce di scena)
(Entra in classe la professoressa di matematica.)
Professoressa De Poligonis: Buongiorno, cari ragazzi, io sono la vostra professoressa di matematica. Volete indovinare come mi chiamo?
Seconda compagna: De Numeris?
Professoressa De Poligonis: No…
Terza compagna: De Calcolis?
Professoressa De Poligonis: No, no, no…
Paolino: De Poligonis, forse?
Professoressa De Poligonis: ESATTO! Mi chiamo proprio De Poligonis, e già che ci siamo… cos’è un poligono?
Prima compagna: È una specie di cubo?
Professoressa De Poligonis: Un cubo? Ma neanche per sogno!
Nicola: È una figura geometrica che ha cinque lati?
Professoressa De Poligonis: Ci stai andando vicino, però ancora non ci siamo…
Paolino: È una figura geometrica, con tutti i lati uguali…
Professoressa De Poligonis: Va bene ragazzi, ho capito, ci sarà molto da lavorare in questa classe! Ma cosa avete imparato alle elementari… a fare solo 1 + 1? O avete preso troppo sole quest’estate? Un poligono è una figura PIANA… capito? Ho detto PIANA… ma allora come fa a essere un cubo? E poi… mica tutti i poligoni hanno solo cinque lati! Un poligono, se lo desidera, ne può avere anche mille! Dunque un poligono non è solo un semplice pentagono… anche se possiamo dire che il pentagono è un poligono… E poi, come se non bastasse, un poligono PUÒ… anche se non necessariamente DEVE… avere tutti i lati uguali! Allora, avete capito cos’è un poligono? Verifichiamolo subito… Tu, come ti chiami? (Indica Nicola)
Nicola: Mi chiamo Nicola…
Professoressa De Poligonis: Bene, Nicola, vediamo se hai capito cos’è un poligono.
Nicola: Dunque, un poligono… non è un semplice pentagono, perché ha mille lati invece che cinque…
Professoressa De Poligonis: Non ci siamo… non ci siamo… (la professoressa si rivolge a un’altra compagna) E tu, hai capito cos’è un poligono?
Prima compagna: È un pentagono, ma non è un semplice poligono… cioè, volevo dire… è un poligono ma non un semplice pentagono…
Professoressa De Poligonis: Ma cosa avete nella zucca… brodo di gallina? Eh? Eppure la mia spiegazione è stata così… chiara! Com’è possibile che non abbiate ancora capito cos’è un poligono? (si rivolge ad un’altra compagna che si sta ammirando in uno specchietto) E tu, perché ti guardi nello specchio? Cosa speri di trovarci… la risposta? Beh, forse quello specchio ti potrebbe aiutare. Prova a dirmi cosa diventa un poligono con più di mille lati… anzi, con infiniti lati…
Seconda compagna: Diventa un… milligono?
Professoressa De Poligonis: Un milligono? Ma dove l’hai pescata questa parola? Non ho mai sentito una fesseria così grossa… questo vuol dire che il tuo specchio non è capace di suggerirti la risposta… quindi è meglio che lo butti via!
Seconda compagna: Scusi, professoressa, ma come può uno specchio suggerire una risposta? Mica è lo specchio di Biancaneve!
Professoressa De Poligonis: Oh, che ragazzina presuntuosa! E pure vanitosa! Ma vediamo di darti lo stesso una spiegazione… dunque, rispondimi: che forma ha il tuo specchio?
Seconda compagna: Beh, rotonda…
Professoressa De Poligonis: ESATTO! Ecco cosa diventa un poligono con infiniti lati… diventa una forma rotonda, e allora dimmi… come si chiama in geometria una forma rotonda?
Seconda compagna: Si chiama giro!
Professoressa De Poligonis: No, forse sei tu che mi stai prendendo in giro! Non si chiama giro, si chiama CERCHIO… avete sentito bene? Ho detto CERCHIO!!! Ma vedo che la geometria non è proprio il vostro forte, quindi come compito per casa disegnerete un poligono con mille lati… E guai se ne manca solo uno! (Proprio in quel momento suona il campanello di fine lezione)
Professoressa De Poligonis: Oh, meno male, la lezione è finita… beh, ora potete uscire per la ricreazione. E mi raccomando, comportatevi bene in giardino e nei corridoi!!!
(La Professoressa De Poligonis esce, tutti si alzano parlottando e ridacchiando.)
Scena 3
L’incontro con i bulli
(durante l’intervallo, in un corridoio, Paolino incontra i tre bulli)
Capo dei bulli: ma guarda, guarda, chi si vede… ehi, tappetto, la vuoi una sigaretta?
Paolino: no, grazie.
(Paolino cerca di andarsene, ma i bulli lo ostacolano)
Secondo bullo: Dai, avanti, prova a fumare, ti da una sensazione di benessere!
Paolino: No grazie, non mi va…
Capo dei bulli: Se non fumi con noi ti chiameremo femminuccia! Ti sta proprio bene il nome femminuccia!
Secondo bullo: (in tono di cantilena) Femminuccia…
Nicola: (imitando la voce del compagno) Femminuccia…
Paolino: Beh, adesso posso andare?
Capo dei bulli: Certo che no, femminuccia! Cosa credevi, che ti lasciassimo andare senza divertirci almeno un poco? Allora ti sei sbagliato!
(Paolino cerca di scappare.)
Terzo bullo: (fermando Paolino con una mano) Ahiahi! cerchi di scappare di nuovo!
(Paolino cerca di liberarsi)
Secondo bullo: Ora sei morto!
(Paolino cerca ancora di scappare, ma un bullo lo afferra per la maglietta)
Capo dei bulli: (minacciosamente) Tu ora resti con noi finché ci va… ahah!
Paolino: (con voce che esprime paura) Ma perché devo stare qui?
Capo dei bulli: Perché lo vogliamo noi, e quindi non ti conviene discutere! Siamo molto cattivi con quelli che discutono!
Paolino: Però vi prego, non fatemi male!
Secondo bullo: No, se non ti metti a discutere, non ti faremo niente!
Paolino: Ma io devo tornare in classe… vi prego, lasciatemi andare!
(Paolino cerca ancora una volta di scappare, ma i bulli lo fermano)
Capo dei bulli: Ah, che peccato! Non ha ascoltato il nostro consiglio! Ora sei spacciato!
Terzo bullo: Si, sei proprio, veramente, spacciato!
Capo dei bulli: Ragazzi, portatelo nel bagno e fategli lo “sciacquone ”!
(i due bulli lo afferrano per le braccia con forza)
Paolino: Ma cosa mi volete fare?
Capo dei bulli: Oh, niente tappetto! Ti mettiamo solo la testa nella tazza del bagno e poi… tiriamo lo sciacquone… vedrai che sensazione di freschezza!
(a qiel punto arriva Nicola)
Secondo bullo: Ehi, capo, guarda un po’ chi c’è ?!
Capo dei bulli: Ma questo è lo spione che ci ha mandato dal preside!
Terzo bullo: E allora perché non lo facciamo a pezzi?
(i due bulli mollano Paolino e si avvicinano lentamente e minacciosamente a Nicola)
Nicola: Oh, oh, è meglio che taglio la corda! Ciao, ragazzi, è stato un piacere…
Capo dei bulli: Ehi, dove credi di andare?
(i bulli lo bloccano)
Nicola: Smettetela, o vado dal preside!
Secondo bullo: Vuole andare dal preside, il nostro spione! Beh, vediamo se ce la fai!!!
(cominciano a spintonarlo, sempre più forte)
Nicola: No, vi prego… basta, mi sento male!
Capo dei bulli: Ma è quello che vogliamo, mio caro!!
(a quel punto arrivano due ragazzi di terza)
Capo dei bulli: Oooops, questa non ci voleva! Due ragazzi di terza! E belli grossi, anche…
Primo ragazzo: Ehi, che state facendo? Lasciatelo stare o passerete dei guai!
Secondo ragazzo: Cosa vi ha fatto per meritarsi questo?
(I due bulli lasciano libero Nicola)
Secondo bullo: Ma niente, stavamo solo scherzando…
Terzo bullo: (accarezzando Nicola) Ma sì, in realtà siamo amici… ci vogliamo un sacco di bene!
Secondo bullo: Volevamo solo mostrargli un nuovo gioco…
Secondo ragazzo: A me non sembrava un gioco…
Primo ragazzo: Neanche a me. Vediamo se anche lui la pensa come voi… Ehi, dimmi la verità, stavate giocando?
Nicola: Beh, forse loro stavano giocando, ma io…
(non ha il coraggio di proseguire)
Secondo ragazzo: Io, cosa?
Nicola: Non so… (guarda il pavimento perché non ha il coraggio di dire la verità)
Capo dei bulli: Ma sì, sta cercando di dire che non è bravo di giocare come noi…
Primo ragazzo: Stai zitto tu!!! Dimmi la verità! Su, coraggio… non avrai mica paura di questi tre mocciosi?
Nicola: Beh, un po’ di paura ce l’ho…
Secondo ragazzo: Ma non devi avere paura, ci pensiamo noi a difenderti…
Nicola: Dici sul serio?
Primo ragazzo: Certo che diciamo sul serio! Allora, come sono andate le cose?
Nicola: Quando sono arrivato io, stavano maltrattando il mio compagno e non lo lasciavano andare… ma poi se la sono presa pure con me… perché in classe ho fatto la spia… ho detto al preside che sono stati loro a…
Capo dei bulli: E tu non dovevi fare la spia, razza di sbullonato!
Nicola: Ma me l’ha chiesto il preside!
Capo dei bulli: (imitando con tono canzonatorio la voce impaurita di Nicola) Me l’ha chiesto il preside! (cambiando tono) E tu potevi inventarti qualche balla… ma tu non le sai dire le bugie, vero?
Primo ragazzo: Bene, ora ormai è chiaro che non si trattava di un gioco… Ma una cosa ancora non ho capito: perché ve la siete presi pure con lui? (indica Paolino) Anche tu hai fatto la spia?
Paolino: No, io non ho fatto niente! Sono passato per caso e loro mi hanno fermato… volevano portarmi nel bagno per farmi lo sciacquone…
Capo dei bulli: Ora esageri, bamboccetto! Volevamo solo insegnarti a fumare come i grandi… e tu ci dovresti solo ringraziare!
Paolino: Ma io non voglio fumare! Il fumo mi fa schifo!
Terzo bullo: Il fumo gli fa schifo! Scommetto che preferisce il ciuccio!
Secondo bullo: Ma per forza, è ancora un bebè… si fa portare a scuola dalla mamma il nostro bravo bambino … ueeee!
Secondo ragazzo: Adesso basta! Avete passato il limite!
Primo ragazzo: Si, siete dei vigliacchi! Tre piccoli vigliacchi che se la prendono con i più deboli!!! E di nascosto, quando non li vede nessuno!
Secondo ragazzo: E sempre tre contro uno… come fanno i veri vigliacchi!
Primo ragazzo: Perché non provate a farlo a noi lo sciacquone, eh?
Secondo ragazzo: Dai, coraggio, portateci nel bagno, se ce la fate!
Primo ragazzo: Lascia perdere, tanto sono solo tre piccoli bulli! Sono sicuro che, adesso che ci siamo conosciuti, non avranno più il coraggio di riprovarci… d’ora in poi vi terremo d’occhio, capito? E guai a voi se vi azzardate ad avvicinarvi a loro due, ok?
Capo dei bulli: Okay, okay, ma mica l’abbiamo fatto per cattiveria… era solo così, per fare due risate!
Primo ragazzo: Beh, se vi volete divertire, andate al luna park, piuttosto! E adesso aria… sgommate via di qua! Non vi vogliamo più vedere da queste parti!
Capo dei bulli: Okay, okay! Andiamo ragazzi, che qui l’aria si è fatta pesante!
Secondo bullo: Si, è meglio che torniamo in classe a fare un po’ di cagnara!
Terzo bullo: Tanto io qua non mi diverto più…
(i tre bulli escono di scena)
Primo ragazzo: Se volete vi accompagnamo in classe, almeno per oggi.
Secondo ragazzo: Certo, è una buona idea!
Nicola: Non occorre, grazie, credo che dopo quello che gli avete detto non ci tormenteranno più!
Paolino: Lo spero tanto!
Primo ragazzo: Beh, allora in bocca al lupo! E se avete bisogno, fateci un fischio. Sapete dove trovarci: siamo in terza D.
Nicola: Grazie, ci ricorderemo di voi!
(I due ragazzi di terza escono di scena da un lato, mentre Paolino e Nicola escono dall’altro lato parlottando sottovoce e guardandosi intorno con aria spaurita. Entra in scena il narratore)
Narratore: Beh, a questo punto potete immaginare cosa succede adesso. Tutti se ne tornano in classe e bla bla bla… bla bla bla… bla bla bla… Ma una cosa è sicura: i tre bulli non si azzarderanno mai più a tormentare Paolino e Nicola… e questo però cosa vuol dire? Che non faranno più i bulli? Ma neanche per sogno! Domani, o al massimo dopodomani, cominceranno a perseguitare qualcun altro! E sapete perché? Ma è ovvio! Perché è l’unica cosa che sanno fare! Non sanno divertirsi in altri modi… non hanno fantasia… o meglio, ne hanno fin troppa di fantasia, però la usano solo per fare i prepotenti e sinceramente mi fanno proprio pena! Beh, ora è arrivato il momento della scena finale che s’intitola: “L’ingresso trionfale dei due eroi nel cortile della scuola”. Ma chissà cosa vorrà dire? Ci vediamo fra poco! Ah, dimenticavo… Abbasso i bulli!
Scena 4
L’ingresso trionfale dei due eroi nel cortile della scuol
(Paolino e Nicola, ancora un po’ intimoriti, vanno a fare ricreazione in cortile. Le loro tre compagne di classe stanno parlottando tra loro)
Seconda compagna: Eccoli che stanno arrivando! Non vedo l’ora di sapere tutti i particolari!
Terza compagna: Ehi, ragazzi, siete stati davvero… eccezionali!
Seconda compagna: E tu, Puffetto, sei un vero mito!
Paolino: Ti ho già detto una volta di non chiamarmi Puffetto!
Seconda compagna: Oh, scusami, Puffetto, ti giuro che non lo farò più!
Paolino: Okay, ora va meglio.
Terza compagna: Dai, raccontateci tutto!
Prima compagna: Ma proprio tutto, eh? Vogliamo essere le prime a raccontarlo in giro!
Nicola: Ma tutto… cosa?
Prima compagna: Ma quello che avete fatto, no?
Nicola: Ma noi non abbiamo fatto niente…
Terza compagna: Ma dai, non fate finta di non capire… tanto l’abbiamo appena saputo!
Nicola: Ah, sì? E cosa… avete saputo?
Terza compagna: Che avete dato una bella lezione ai tre bulli della nostra classe!
Nicola: (con aria sorpresa e imbarazzata) Una bella lezione ai tre bulli… E chi ve l’ha detto?
Seconda compagna: Una nostra amica! Ha visto i tre bulli nel corridoio vicino ai bagni… e ha sentito che parlavano di voi…
Nicola: Ah, sì? E cosa dicevano?
Prima compagna: Che d’ora in poi non vi toccheranno più… e se la prenderanno piuttosto con qualcun altro!
Prima compagna: Erano molto arrabbiati… ma cosa gli avete fatto?
Paolino: Ma sono stati loro a cominciare…
Nicola: Beh, certo che sono stati loro a cominciare… ma noi gli abbiamo dato una bella lezione… che se la ricorderanno per un sacco di tempo…
Paolino: Ma noi, veramente…
Seconda compagna: Dai, non essere timido, Puff… oh, scusa, volevo dire Paolino! Tanto lo sappiamo che siete siete stati voi!
Terza compagna: Dai, ti prego, raccontaci tutto, Paolino!
Nicola: (dimostrando dal tono di voce di aver capito l’equivoco) No, forse è meglio che ve lo racconti io… Lui è troppo… timido! Beh, i tre bulli ci sono venuti vicino per provocarci… anzi, no… prima c’era solo lui, ma siccome lui era uno, e loro erano tre, allora sono arrivato io e ho cominciato a…
Seconda compagna: A….?
Nicola: Beh, a… (si gratta la testa) adesso non me lo ricordo bene, ma comunque li ho stesi, eh!
Prima compagna: Stesi come? Per terra?
Nicola: No, non per terra… li ho… come posso dire… stesi con le parole!
Prima compagna: Stesi con le parole? E come si fa?
Nicola: Beh, gli ho detto che sono tre vigliacchi e che se si azzardavano ad avvicinarsi gli facevamo lo sciacquone…
Seconda compagna: Lo sciacquone? E che cos’è?
Nicola: Te lo spiego un’altra volta…
Terza compagna: E poi, cosa gli avete detto ancora? Dai, racconta…
Nicola: Beh, che se volevano divertirsi dovevano andare al luna park, piuttosto che provarci con noi… vero Paolino che gli abbiamo detto così?
Paolino: (guardando Nicola con aria incerta) Ssssi, mi sembra di sì…
Terza compagna: E loro cos’hanno risposto?
Nicola: Ma… niente di speciale… uno ha detto che l’aria era troppo pesante…
Seconda compagna: Ma per forza, volevate fargli il “risciacquo”…
Prima compagna: Si dice sciacquone, non risciacquo!
Terza compagna: Sssst, non interrompere! E poi?
Nicola: Un altro ha detto che voleva tornare in classe per fare un po’ di cagnara…
Prima compagna: Naturale, loro fanno sempre cagnara!
Terza compagna: Dai, lasciatelo finire! E poi?
Nicola: Beh, li abbiamo fatti sgommare…
Seconda compagna: E cosa vuol dire sgommare?
Nicola: Vuol dire “smammare”, andare via…
Paolino: (dimostrandosi esageratamente sicuro di sé) E poi gli abbiamo detto che non li volevamo più vedere da quelle parti!
Nicola: Bravo, Paolino, questo me lo ero scordato!
Seconda compagna: E sono andati via, così, senza discutere?
Nicola: Certo, perché?
Prima compagna: Ma siete sicuri che non ci proveranno di nuovo?
Nicola: No, credo che non ne avranno più il coraggio…
Prima compagna: E perché?
Nicola: Ma è ovvio: perché hanno paura che gli facciamo il risciacquo… ehm, cioè, lo sciacquone!
Terza compagna: Però io ancora non ci posso credere… ma come avete fatto?
Nicola: Beh, sai, io sono un tipo calmo… ma se qualcuno mi dà fastidio…
Paolino: Si, anch’io sono così…
(Suona il campanello)
Seconda compagna: Oh, che peccato! Ricomincia la lezione! Dobbiamo tornare in classe…
Terza compagna: Si, dai, andiamo a raccontarlo a tutti gli altri…
Nicola: Ma nooooo, non è il caso… è meglio che non lo dite a nessuno! Non vorrei che poi tutta la classe… insomma… a noi non interessa diventare troppo famosi, vero Paolino?
Paolino: No, siamo dei tipi molto timidi, noi! Non ci interessa il successo!
Nicola: Allora mi raccomando, eh? Non ditelo a nessuno!
Seconda compagna: Beh, faremo il possibile, ma sai com’è… le voci corrono!
Terza compagna: Allora ciao, super eroi!
Prima compagna: Ciao, ci vediamo in classe!
Nicola: Ciao, ciao!
(Nicola fa un sospiro di sollievo)
Nicola: Uffa, che strizza! Mi tremano ancora le gambe dalla paura!
Paolino: A chi lo dici… a me sembra di avere le gambe di ricotta!
Nicola: E poi non mi va proprio di tornare in classe…
Paolino: Per forza, con quei tre bulli che ci stanno alle costole!
Nicola: Però hanno detto che non ci toccheranno più!
Paolino: E speriamo che sia vero!
Nicola: Vabbè, è inutile che stiamo qui a pensarci, tanto non serve a niente!
Paolino: Sì, dai, andiamo in classe che è meglio…
(Mentre si avviano per uscire di scena, Paolino si ferma per un attimo)
Paolino: Certo che come primo giorno di scuola…
Nicola: Mica male, eh? Scommetto che non ti sei annoiato!
Paolino: Ci puoi scommettere! E tu?
Nicola: Mai divertito tanto in vita mia!!!
(Escono di scena)
(Entra in scena il narratore)
Narratore: Tutto è bene quel che finisce bene! Lasciamo pure che i nostri “eroi” ritornino in classe ad affrontare il resto della lezione, con la speranza di non essere più attaccati dai bulli; e forse, con un po’ di fortuna, verranno lasciati in pace…
Ho detto “con un po’ di fortuna”? Eh sì, dimenticavo di dire che i nostri due eroi hanno avuto una fortuna SMISURATA, perché se quei ragazzi di terza non fossero arrivati al momento giusto, quando le cose si stavano mettendo proprio male, come sarebbe andata a finire? Beh, potete immaginarlo! Ma adesso vorrei dirvi ancora una cosa: pensate che questa fortuna capiti spesso? ASSOLUTAMENTE NO! La maggior parte delle volte i bulli continuano a perseguitare le loro vittime SENZA CHE NESSUNO LO SAPPIA! Ripeto: SENZA CHE NESSUNO LO SAPPIA!
E noi ragazzi, che viviamo direttamente questo problema e che stiamo per andare alla scuola media, siamo in effetti un po’ preoccupati!
E voi genitori, cercate di aiutarci, se ne avremo bisogno! Perché il bullismo è molto difficile da combattere se lo si affronta da soli!
Fine