MA CHI TI HA DATO LA PATENTE?

Testo teatrale di Rossana Balbi
in collaborazione con gli alunni della classe quarta della scuola primaria Gianni Rodari di Trieste

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Rappresentazione teatrale adatta alle classi quarta e quinta della scuola primaria

Personaggi: Nicolino, la mamma di Nicolino, una vecchietta, un automobilista, due passanti, un pirata della strada, due segnali stradali, il semaforo, due infermieri del pronto soccorso, la maestra di Nicolino, alcuni compagni di classe di Nicolino

Scena 1 – La colazione di Nicolino

La mamma (presente in scena) sta preparando la colazione e chiama Nicolino perché è ora di andare a scuola, ma lui è ancora a letto e risponde da dietro le quinte

Mamma: Nicolino, alzati dal letto, che fai tardi a scuola!
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: Dai, muoviti che la colazione è pronta! E’ la centesima volta che ti chiamo… ti alzi sempre all’ultimo minuto!!!
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: Nicolino, se non ti alzi ti vengo a prendere con il carro attrezzi!

Nicolino entra in scena tutto assonnato con passo strisciante e gli occhi socchiusi

Mamma: Oh, era ora! Sua Maestà si è alzato, finalmente! E ora sbrigati a mangiare, che poi fai tardi a scuola come ieri!
Nicolino: Si, mamma…

Nicolino si siede a tavola davanti alla colazione pronta e comincia a mangiare in fretta

Mamma: E non farmi tante briciole per terra che ho appena pulito la casa!
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: Ti sei lavato il viso?
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: E ti sei lavato anche i denti?
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: Hai fatto tutti i compiti?
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: E hai messo tutti i quaderni nello zaino?
Nicolino: Si, mamma… 

Nicolino si alza e prende lo zaino

Mamma: E mi raccomando, prima di attraversare la strada guarda a destra e a sinistra, che non succeda come l’altro giorno, che hai mandato tre macchine in officina e cinque persone all’ospedale…
Nicolino: Si, mamma…
Mamma: E non attraversare la strada dove non ci sono le strisce pedonali solo per fare più presto!
Nicolino: Si, mamma…

Nicolino si avvia verso l’uscita

 

Mamma: E non correre per la strada… e stai attento ai semafori…
Nicolino: Si, mamma, non sono mica imbranato…

Nicolino esce di scena. La mamma continua a fargli delle raccomandazioni, anche se lui non è più presente.

Mamma: Mi raccomando, stai attento a tutto!

Si chiude il sipario

 

Scena 2 – La vecchietta

 

Vecchietta: Oh, Santa Maria benedetta, come faccio ad attraversare la strada con queste macchine che corrono da tutte le parti? Speriamo che qualcuno mi aiuti!

Entra in scena Nicolino

 

Vecchietta: Ascolta, piccolo, tu che sei così bravo e hai buoni occhi, mi daresti una mano ad attraversare la strada, che ho tanta paura di finire sotto una macchina? Sai, non sono più tanto giovane e non ci vedo bene come una volta…
Nicolino: Si, signora, basta che facciamo presto… fra pochi minuti comincia la scuola e se arrivo tardi la maestra mi sgrida…
Vecchietta: Ma sì, piccolo, dobbiamo solo attraversare la strada, mica dobbiamo andare in Australia!

La vecchietta prende Nicolino a braccetto e incominciano ad attraversare, con tremenda lentezza, ma quando sono a metà delle strisce pedonali un automobilista arriva a gran velocità e frena di colpo per non investirli

Vecchietta: Oh, Santa Maria benedetta, che spavento! Roba che mi venga un colpo! Ma guarda come guidano ‘sti delinquenti!
Automobilista: Cara signora, può andare un tantino più veloce? Io devo andare a lavorare!
Vecchietta: Sto facendo più veloce che posso! Provi a essere lei al mio posto!

Arriva una passante e si rivolge all’automobilista

Prima passante: Ma non ce l’ha un po’ di cuore? Questa vecchietta ha bisogno di aiuto!

Arriva un’altra passante

Seconda  passante: Ha ragione la signora! Non si trattano così le vecchiette che attraversano la strada!
Vecchietta: Caro mio, lei lo sa che sono vecchia come il Colosso di Rodi? E sono anche la pro… la pro… la pronipote de Napoleone, quello che andava in giro col cavallo bianco!
Automobilista: E sa anche scrivere come gli egiziani? Faraonico!!!
Vecchietta: Senta, caro automobilista, cerchi di avere un po’ di rispetto… io sono una povera vecchia e lei stava per investirmi con la sua auto!
Automobilista: Signora, me dispiace di averla quasi investita. Ecco, ora che le ho chiesto scusa, possiamo andare avanti che devo lavorare?
Vecchietta: Eh, no, dobbiamo fare ancora quattro chiacchiere!
Seconda  passante: (rivolgendosi alla vecchietta) Ha ragione, signora, questi giovani di oggi non hanno più tempo neanche per bere un caffè!
Prima passante: Figuriamoci se si fermano per far passare una povera vecchia!
Seconda  passante: Ah, non è più il mondo di una volta!
Automobilista: Ma cosa vuole, che andiamo di nuovo in giro col cavallo?
Nicolino: Si, che bello, come i cow boy!
Prima passante: Almeno i cavalli andavano piano… voi correte per le strade come i matti!
Seconda  passante: No, i matti non corrono mica così!
Prima passante: Siete proprio dei veri pirati della strada!
Nicolino: Che bello, io ho appena letto un libro di pirati! Però non erano pirati della strada… quelli non li ho mai visti!
Prima passante: Ma come non li hai mai visti? Le strade sono piene di quei manigoldi!
Nicolino: Ah, si? E dove parcheggiano le navi? E hanno pure la benda sull’occho?
Seconda  passante: Gli manca solo la benda sull’occhio! Già così non guardano i segnali… ti immagini se avessero anche la benda!
Automobilista: Allora, avete finto di chiacchierare?
Vecchietta: No, prima ci deve promettere due cose: la prima è di andare più piano e la seconda di stare più attento, sennò un giorno o l’altro lei andrà a sbattere contro un muro!
Automobilista: Ma lei è proprio matta?
Seconda  passante: Altro che matta! Lei non sa quanti incidenti succedono oggi nel mondo!!!
Prima passante: E avete sentito ieri che due giovani hanno fatto uno scontro e sono morti?
Automobilista: Ma proprio queste tre chiacchierone mi dovevano capitare? Sono peggio della Stradale!
Vecchietta: Ma lei dove vive? Nell’epoca preistorica? I suoi genitori non le hanno insegnato la buona educazione?
Automobilista: Altro che educazione! Mi si è pure spento il motore per colpa vostra!
Seconda  passante: Non darà mica la colpa a noi!
Vecchietta: Ah, è inutile che stiamo qui a discutere con questo energumeno… Tanto non capisce niente!
Prima passante: Si, si, è meglio che lasciamo perdere!
Automobilista: Fiuuuuu, che bello! Era ora! Posso finalmente andare al lavoro!
Prima passante: Vada pure, vada pure…
Seconda  passante: Ah si, mi sono dimenticata di dirle ancora una cosa…
Automobilista: No, no, per oggi basta così, altrimenti divento matto con tutte queste chiacchiere! E lei, signora, vuol decidersi ad attraversare la strada, per favore?
Vecchietta: (a Nicolino) Hai visto che maniere? Non c’è più religione! Si, si… è meglio che andiamo… (fa qualche passo avanti, molto lentamente, e poi si ferma) Ma dimmi, piccolino, quando sarai grande, non guiderai mica in questa maniera, vero?
Nicolino: No, signora, le prometto che guiderò piano…

La vecchietta fa un altro passo e si ferma ancora

Vecchietta: Non diventerai mica come questi pirati della strada, no?
Nicolino: No, signora, a me non piacciono i pirati. Preferisco i cow boy!
Seconda  passante: Ah, io sono sicura che è un bravo bambino… e sarà bravo anche da grande! Arrivederci, signora, mi stia bene!
Prima passante: Si, si, andiamo, che devo preparare il pranzo!
Vecchietta: Arrivederci, arrivederci… State attente anche voi quando attraversate la strada! Mi raccomando!

Le due passanti escono di scena. Nicolino e la vecchietta finiscono di attraversare la strada

Automobilista: Finalmente si passa! Pensavo di stare qua fino all’ora di cena!

L’automobilista esce di scena

Vecchietta: Oh, grazie, piccolo, grazie di avermi aiutato ad attraversare la strada! E ora va’, vai a scuola, che la maestra ti aspetta e non voglio che arrivi tardi…
Nicolino: Arrivederci, signora!

Nicolino esce di scena

Vecchietta: Ah, che bravo bambino! Meno male che c’è ancora qualcuno che ha un po’ di cuore! E ora vado a prendere il regalo per mia nipote…

La vecchietta si incammina lentissimamente e continua a parlare tra sé

Vecchietta: Ah, che bravo bambino… che bravo bambino…

Si chiude il sipario

 

Scena 3 – Il pirata della strada

Il pirata è appena andato a sbattere contro un semaforo

Pirata: Ahia! Ohi! Ohi! Che male… uhia!
Semaforo: (Imitando i lamenti del pirata) Ahiaiaia… ohiohioi… E smettila di lagnarti, che te lo sei meritato!
Pirata: Ma voi p… parlate?
Segnale di limite a 50: Ma certo che parliamo!
Semaforo: Cosa ti aspettavi, eh?
Pirata: Ma i semafori e i segnali non… p… possono… p… parlare!
Stop: E’ vero… di solito stiamo zitti, ma adesso ci siamo stufati!
Segnale di limite a 50: Verissimo! E’ da un secolo che ce ne stiamo zitti a guardare i disastri che combinate!
Pirata: Ahia… ho preso una botta così forte che adesso parlo con i semafori… Semafori che parlano! Ohi… ohi, povero me… che male… ahia….
Semaforo: E smettila con le lagne… non hai visto lo stop?
Pirata: Perché, c’era lo stop?
Stop: Certo che c’era! Mi sei passato davanti, ma ha fatto finta di non vedermi!
Segnale di limite a 50: E andavi anche a più di cinquanta!
Pirata: Non è vero, andavo pianissimo!
Semaforo: Ma tu non sei quello che ha rischiato di investire un pedone la scorsa settimana?
Segnale di limite a 50: Si, si, è proprio lui!
Semaforo: Lo sai che sei un vero pirata della strada?
Stop: Che sarebbe come dire… un perfetto incosciente!
Segnale di limite a 50: Uno che dei segnali non sa niente!
Stop: Cioè, in parole povere, un nemico della gente!
Semaforo: Ma chi ti ha dato la patente?
Segnale di limite a 50: Ci vorrebbe una cura urgente!
Stop: Si, ha troppi guasti nella mente!
Pirata: Oh, mamma, segnali che parlano con la rima! Stavolta la botta l’ho presa proprio forte! Oh, mamma che incubo!
Stop: Io dico che si merita una bella lezione!
Semaforo: Già, caro… stavolta non la passi liscia!

I segnali gli si avvicinano minacciosamente e stanno per afferrarlo

Pirata: No, aiuto….mamma! Lasciatemi stare! Sono innocente!
Stop: Dai, non lasciatevi impietosire! Stavolta l’ha fatta proprio grossa!
Segnale di limite a 50: Ma se non sa guidare non è solo colpa sua! E’ anche colpa di sua madre che gli ha comprato il motorino!
Stop: Cosa c’entra sua madre? E’ lui che non sa guidare! E’ tutta colpa sua! Perché lo difendi?
Segnale di limite a 50: Hai ragione, la mamma per farlo contento ha speso tutti i risparmi che aveva per comprargli quel benedetto motorino… e adesso questo incosciente va in giro a fare le gare motociclistiche per le strade! Ma chi ti credi di essere, Valentino Rossi?
Semaforo: Ehi, zitti… sento che sta arrivando qualcuno…
Stop: Meglio che torniamo ai nostri posti! E di corsa anche!

I segnali ritornano svelti al loro posto e rimangono immobili

 

Primo infermiere: Sei tu il ferito? Abbiamo ricevuto una chiamata urgente al pronto soccorso…
Pirata: Si, sono io, ma non mi date la colpa anche voi!
Secondo infermiere: Anche voi? Ma di cosa stai parlando? Chi è che ti ha dato la colpa?
Pirata: Sono stati loro… cioè… i segnali…
Primo infermiere: Ha preso proprio una bella botta in testa, eh? Da quando in qua i segnali parlano con i feriti?
Pirata: Ma vi giuro… mi stavano parlando, ed erano pure cattivi… ma poi siete arrivati voi e… hanno smesso di colpo…

I segnali si scambiano un’occhiata d’intesa

 

Secondo infermiere: Meglio che lo portiamo all’ospedale! Sta vaneggiando!
Primo infermiere: Hai ragione, deve aver preso un brutto colpo. Ma dimmi un po’, com’è che sei andato a sbattere contro la vetrina? Andavi troppo forte, eh?
Pirata: Noooooo…. Stavo andando pianissimo, ma il semaforo si è spostato DI COLPO e io ci sono finito contro! E poi tutti i segnali si sono mesi a parlare…
Primo infermiere: Oltre che parlare, si spostano anche! Devi aver preso una bella botta, ragazzo!
Pirata: Ma vi giuro che parlavano! Non solo il semaforo, anche gli altri due!
Primo infermiere: Vabbè. Ora ti fasciamo un po’ la testa e poi ti portiamo all’ospedale dove ti faranno una bella visitina al cervello.
Secondo infermiere: Sai un attimino fermo che adesso ti mettiamo la benda…

Gli infermieri afferrano il pirata per bendarlo

 

Pirata: Noooo, non la voglio la benda… non voglio essere come una mummia!
Primo infermiere: Magaaaari… almeno le mummie stanno ferme! Tu invece strilli e ti agiti come una radiosveglia. Ma te ne vuoi stare un po’ fermo?
Secondo infermiere: Ehi, guarda che i feriti non fanno mica così!
Primo infermiere: Cerca di stare fermo almeno un secondo!

Finalmente il pirata sta fermo e gli infermieri incominciano a bendarlo

 

Secondo infermiere: Ecco, bravo, vedrai che facciamo prestissimo. Però devi stare un po’ fermino. Capito?
Pirata: Ahiahiahiahiahia! Non stringete così forte, mi fa male!
Primo infermiere: E cosa ti aspettavi? Che ti facessimo il solletico?

Proprio in quel momento passa Nicolino e osserva per un secondo la situazione, quindi esce di scena

 

Secondo infermiere: Io lo so che tipo sei… tu sei il solito pirata della strada che gira in motorino a caccia di guai…
Primo infermiere: E che poi finisce al pronto soccorso…
Secondo infermiere: E che dà un sacco di lavoro a noi infermieri!
Primo infermiere: Ora, caro pirata, aspetta qui un secondo che andiamo a chiamare la centrale…
Pirata: No, non lasciatemi solo con questi segnali… ho paura!
Primo infermiere: Non fare il ridicolo… cosa vuoi che ti facciano? I segnali non hanno mai fatto male a nessuno!
Secondo infermiere: Anzi, sono messi lì apposta per evitare incidenti… e tu dovresti ringraziarli! Su, fa’ il bravo che torniamo subito!

I due infermieri escono di scena per un attimo. I segnali riprendono a parlare.

Semaforo: Ehi, hai visto come ti hanno conciato?
Stop: Sembri la mummia di Tutankamen!
Pirata: Oh, no, ci risiamo… aiutoooo!
Segnale di limite a 50: Ben ti sta! Così impari a guardare i segnali!
Semaforo: Ora potrai divertirti a fare le curve nelle corsie dell’ospedale!
Stop: Si, magari in compagnia di qualche vecchietto.
I segnali tutti assieme: Vergogna…vergogna… vergogna…

Ritornano i due infermieri e i segnali zittiscono di colpo

 

Primo infermiere: Bene, ora ti portiamo all’ospedale!
Pirata: Nooo, all’ospedale noooo…
Secondo infermiere: Smettila di sbraitare e fai il bravo bambino!
Primo infermiere: Tu lo prendi da una parte e io dall’altra, ok?
Secondo infermiere: Ok, capo!

Gli infermieri caricano il pirata sulla barella, ma senza sollevarlo

 

Primo infermiere e Secondo infermiere: Oooooh…..issaaaaa….
Pirata: Oh, me tapino! Che ne sarà del mio motorino?
Primo infermiere: Non preoccuparti del motorino… ringrazia piuttosto il cielo che sei rimasto vivo!
Secondo infermiere: Lo sai quanti ragazzi sono morti in un incidente già a vent’anni?
Pirata: Oh, mamma… a questo non ci avevo mai pensato!
Primo infermiere: Ecco, bravo, comincia a pensarci!
Secondo infermiere: La vita, caro ragazzo, è troppo preziosa per buttarla via così! E poi pensa ai tuoi genitori… cosa farebbero senza di te?
Pirata: Okay, okay, ho capito. Mi sa che d’ora in poi col motorino ci andrò piano… non ho voglia di andare così presto al capolinea … non ho ancora neanche la ragazza!
Primo infermiere: Vedo che la botta ti ha fatto diventare intelligente!
Secondo infermiere: E ora forza, andiamo all’ospedale…
(I segnali lo salutano agitando la mano)
Segnali: Bye, bye!

Si chiude il sipario

 

Scena 4 – La lezione di educazione stradale

Maestra:  (con voce squillante) Buongiorno ragazzi, oggi faremo un po’ di educazione stradale. Tirate fuori il libro!

La maestra aspetta che tutti prendano il libro

 

Maestra: Greta… leggi la pagina venticinque!

Greta prende il libro, cerca la pagina giusta e inizia a leggere, mentre la maestra accompagna la lettura con dei cenni di assenso della testa

Greta: Il semaforo. Il semaforo è essenziale per la sicurezza sulla strada. Quando è verde si può passare, quando è giallo bisogna rallentare e quando è rosso bisogna fermarsi.
Maestra: Avete capito, bambini? Mai attraversare con il rosso!
Tutti in coro: Si, signora maestra!
Maestra: Basta così. Ora chiudete il libro!

La maestra mostra un segnale di stop su un cartellone

 

Maestra: Greta, che segnale è questo?

Greta sta per rispondere, ma proprio in quel momento entra in classe Nicolino

Maestra: Nicolino! Di nuovo in ritardo! La lezione è cominciata un’ora fa! (i compagni se la ridono sotto i baffi e Nicolino si siede) Sei la mia disperazione! Allora… cos’è questo segnale? Dimmelo tu, Valentina!
Valentina: E’ un divieto di sosta, signora maestra!
Maestra: Si, ma solo per gli asini! Asini come te, naturalmente! Dimmelo tu, Christian, che cos’è questo segnale?
Christian: E’ un limite di velocità…
Maestra: No che non è un limite di velocità! Dimmelo allora tu, Filippo… che cos’è questo segnale?
Filippo: Ma, non so… potrebbe essere… un… divieto di sorpasso?
Maestra: No che non è un divieto di sorpasso! Anche un somaro lo capirebbe…. Ah, ogni giorno diventate sempre più somari… sempre più asini!!!! Greta, rispondi tu che sei la più brava della classe…

Greta: E’ uno stop, signora maestra.

Maestra: Si, ed è mooolto importante! (Nicolino si è addormentato) Vero, Nicolino?!
Nicolino: Sì… cosa… come… dove… perché!

Greta alza la mano

 

Maestra: Greta, abbi il piacere di dirglielo tu.
Greta: Lo stop è molto importante.
Maestra: Brava Greta! Allora… dicevo... (Nicolino si è addormentato di nuovo) Nicolino! Allora Nicolino... che segnale è questo?
Nicolino: Signora maestra… io… cioè… volevo dire…

Maestra: Nicolino, non si viene a scuola per dormire! Ti metterò insufficiente in pagella!

Maestra: Ora restate qui buoni che devo uscire un momento! E mi raccomando… non voglio sentir volare neanche una mosca!
Tutti: Si, signora maestra!

La maestra esce di scena e gli alunni si mettono a fare baraonda

 

Greta: Adesso lo dico alla maestra!
La classe: Spia! Spia! Spia!……

Greta si alza per reagire, ma proprio in quel momento la maestra ritorna in classe e tutti zittiscono

Maestra: Greta! Da te non me l’aspettavo! Nota sul registro per tutta la classe!

La classe ride e la maestra rimane a bocca aperta

 

Greta: Ma signora maestra, io non ho fatto niente!
Maestra: E cosa ci facevi allora in piedi? Vergogna! Proprio tu che sei la più brava della classe! Eri l’unica come le mosche bianche… Ora non lo sei più!

Tutti indicano Greta e la deridono. Greta si mette a piangere

 

Tutti in coro: Come le mosche bianche… come le mosche bianche… come le mosche bianche…
Maestra: Silenzio! Smettetela, altrimenti chiamo la preside! E tu, Valentina, finiscila di masticare quella matita… che non sei mica un criceto!

Filippo ride additando Valentina e imitando un criceto

 

Maestra: Bene, Filippo… visto che hai tanto da ridere… rispondi! Cos’è un pirata della strada?
Filippo: Mah, non so… potrebbe essere… cioè… forse… uffa… non lo so!
Maestra: Questa musica l’ho già sentita poco fa! Ma è mai possibile che non sai proprio niente? Sei proprio un asino!
Tutti in coro: Asino, asino, asino!
Maestra: State zitti, che siete più asini di lui! Nicolino, rispondi tu!
Nicolino: Un pirata della strada non è un pirata normale, perché non ha la benda nera sull’occhio come tutti i pirati. Lui la benda ce l’ha intorno alla testa…
Maestra: Ma che sciocchezze stai dicendo? Tutta colpa dei cartoni animati che guardate dalla mattina alla sera!
Nicolino: Ma no, maestra, io il pirata della strada non l’ho visto mica alla tivù. L’ho visto stamattina mentre andavo a scuola! Stava sul marciapiede e aveva una benda bianca intorno alla testa, e faceva delle voci strane… tipo ahi… ohi… uhi…
Maestra: Ma che razza di storia ti sei inventato, Nicolino?
Nicolino: Non mi sono inventato niente, signora maestra! Era proprio un pirata, perché dei signori con una croce rossa gli hanno detto che è “un pirata della strada”. Hanno detto proprio così…
Maestra: Ma per forza, Nicolino! Quello che hai visto tu era un pirata della strada che ha fatto un incidente! Per questo aveva la benda intorno alla testa! Avete capito, bambini, cosa succede ai pirati della strada?
Tutti in coro: Si, signora maestra!
Maestra: Greta, dillo tu a Nicolino cos’è un pirata della strada!
Greta: E’ una persona che non rispetta il codice della strada.
Maestra: E cioè?
Greta: Non rispetta i limiti di velocità e sorpassa dove non si deve, non guarda i semafori, non si ferma agli stop e nemmeno davanti alle strisce pedonali.
Maestra: Brava Greta, ora sei di nuovo la più brava della classe! Ma chi mi sa dire cosa possono provocare i pirati della strada?
Filippo: Un incidente…
Christian: Una bella frittata…
Maestra: Proprio come è successo al pirata che hai visto stamattina, vero Nicolino?
Nicolino: Si, maestra… però una cosa non capito…
Maestra: Dimmi, Nicolino…
Nicolino: Ma perché li chiamano “pirati”?
Maestra: Ma come vuoi che li chiamino quegli… quegli… incoscienti!?
Nicolino: Ma i pirati vanno in giro per il mare, mica in motorino!
Maestra: Oh, che orrore, Nicolino, ma proprio non capisci che si tratta di una metafora? Lo sai vero cos’è una metafora?
Nicolino: Certo che lo so. Una metafora è un grosso masso spaziale che è piovuto dal cielo e ha ucciso tutti i dinosauri.
Maestra: Oh, sento che sto per svenire! Non ho mai sentito una simile scemenza in quarant’anni di insegnamento! Ah, come siete asini! Come siete asini! Anzi, no… ho cambiato idea: non siete solo asini, siete proprio dei pirati, dei veri pirati della scuola che terrorizzano le maestre con tutte queste scemenze!
Filippo: Ma maestra, i pirati della scuola non esistono!
Maestra: Taci Filippo, che oggi hai parlato anche troppo! E ora è meglio che chiudiamo il sipario perché questa lezione è stata un VERO DISASTRO!!! UN VERO DISASTRO!!! Chissà cosa penserà il pubblico! Oh, sento che sto per svenire! Allora, lo chiudete questo sipario oppure no?

Si chiude il sipario