Il Paese di Carta

 

Testo dell’ins. Rossana Balbi


rappresentato in data 30 maggio 2008 dagli alunni della classe 1 A della scuola Gianni Rodari di Trieste

 

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Personaggi:
2 narratori, il drago, le due fiamme, il re, la regina e la principessa, due abitanti, due cani, un gatto, un cavallo, uno scoiattolo, due fate, un pompiere, la Rugiada

I costumi dei personaggi del Paese di Carta e le varie scene dovrebbero essere fatti di carta, mentre i costumi dei due narratori, del drago, delle fiamme, dello scoiattolo, delle fate e della Rugiada possono essere realizzati in qualunque materiale.
Le fiamme tengono in entrambe le mani dei lembi di carta rossa e arancione che simulano il fuoco.

Scena 1 - Introduzione

Entrano in scena i due narratori e si dispongono al centro: Uno alla volta, entrano in scena e si dispongono a semicerchio i due abitanti, il gatto, i due cani e il cavallo.

Narratore 1:
C'era una volta uno strano paese
dove le case eran fatte di carta
Anche le strade eran fatte di carta
e le montagne di grosso carton...


Narratore 2:
Eran di carta non solo i giornali,
ma pure gli uomini e gli animali.
Eran di carta perfino i ruscelli.
Tutto di carta! Anche gli ombrelli!

Narratore 1:
In un castello, di carta anche quello,
viveva un re di cartoncino
che aveva per moglie una cartolina
e per figlia una carta velina.

Il re, la regina e la principessa entrano in scena con passo regale, accompagnati da una musica solenne.

Narratore 2:
Il re Cartoncino era sempre contento,
amico di tutti, perfino del vento.
Voleva un gran bene ai suoi abitanti
ed era gentile con tutti quanti.

Il re sorride e annuisce, guardando gli abitanti.

Narratore 1:
Ma un brutto giorno un drago cattivo
che non aveva nient’altro da fare
giunse alle porte di quel paese
perché il castello voleva bruciare…

Entra in scena il drago al ritmo di una musica minacciosa e tutti gli abitanti si mettono ad urlare, spaventati. 

Drago:
Io sono il drago tremendo e cattivo,
faccio paura a tutti quanti.
Tremate, tremate, miei cari abitanti!
Tutto il castello io brucerò.
Con la mia bocca dal getto di fuoco
ho generato due fiamme voraci
che di distruggere sono capaci
e al mio volere dovranno obbedir.

Entrano in scena di corsa le due fiamme e si dispongono a fianco del drago.

Fiamma 1 :
Io son la fiamma che arde e divampa,
non ho paura dell’acqua o del vento.
Posso incendiare in un solo momento
case, palazzi, villaggi e città.

Fiamma 2 :
Io son la fiamma più scaltra e veloce,
corro e serpeggio tra i rami e le foglie.
In un baleno io spargo il mio fuoco
ed il palazzo distruggerò.

Drago:
Ora son pronto a lanciar le mie fiamme
su quel castello di carta e cartone
e se qualcuno si prova a fermarle
col loro fuoco si brucerà.
Correte dunque, o fiamme infuriate
siate veloci e non vi fermate,
portate scompiglio in quel mondo di carta
bruciate tutto e tornate da me!

Fiamma 1 :
Siamo ai tuoi ordini, caro padrone,
sul nostro onore puoi certo contare!

Fiamma 2 :
Or dunque andiamo il palazzo a bruciare
e gli abitanti fuggire farem!

Le fiamme corrono su e giù per il palcoscenico, accompagnate da una musica sinistra e fingendo di appiccare il fuoco dappertutto, mentre gli abitanti e gli animali urlano terrorizzati. Quindi le fiamme escono di scena correndo. Si chiude il sipario.

Scena 2 – La fiamma e la principessa

 

Voce 1:
La bella principessa
giocava una mattina
ma vide che d’un tratto
una fiamma era vicina!

Principessa Velina:
Chi sei? Da dove vieni?
Che cosa mi vuoi fare?
Perché mi stai vicino?
Io temo di bruciare!

Fiamma 1:
Io sono il rosso fuoco.
Un drago mi ha mandato
a sparger la mia fiamma
nel tuo castello amato.

Voce 1:
Oh, povera Velina,
gridare devi aiuto!
Lo sai che sei di carta
e bruci in un minuto!

Principessa Velina:
Aiuto, cari amici,
aiuto, cara mamma,
scappate tutti quanti,
fuggite dalla fiamma!

Fiamma 1:
Ah, ah, chiamali pure,
di voi non ho timore.
Di carta siete fatti,
lo sanno pure i gatti!

Gatto :
Hai detto forse gatti?
Son qui, mia principessa!
Io son l’amico gatto
e salto come un matto
Con quattro o cinque balzi
dal re io correrò.
Orsù, fatti coraggio,
tra poco tornerò.

Principessa Velina :
Trovare un gatto amico
è proprio una fortuna
assai più grande ancora
che andare sulla luna!
O grazie, caro gatto,
sei proprio un vero amico!
Ti prego, corri lesto,
e torna presto presto!

Fiamma 1:
Che vuoi che faccia un gatto,
sa solo miagolare.
Lui crede di aiutarti
ma non mi può fermare!
Nel giro di un minuto
qui tutto brucerà.
Tu chiama pure aiuto,
ma non ti servirà.

Principessa Velina:
Aiuto, aiuto, aiuto,
da qui devo scappare,
ormai nella mia stanza
non posso più restare!

La principessa Principessa Velina scappa.

Fiamma 1:
Orsù fiamme voraci,
bruciate tutto quanto.
Io sono il rosso fuoco,
son vile e me ne vanto!
Tra poco nel castello
un rogo ci sarà.
Di tutti gli abitanti
nessun si salverà!

La fiamma incomincia ad appiccare il fuoco, accompagnata da una musica che incute terrore, quindi esce di scena.

Si chiude il sipario.

 

Scena 3 – Il gatto dal re

Il re e la regina sono seduti sul trono.

Voce 1:
Ma per fortuna il gatto
che salta come un matto,
dal re è già arrivato
correndo a perdifiato.

Il gatto entra in scena di corsa, tutto trafelato.

Gatto:
Miao, miao, io sono un gatto,
son qui per annunciare
che il tuo castello brucia
che cosa si può fare?

Re:
Che cosa mai mi dici?
Tu certo stai scherzando!
Non credo alle parole
che hai detto miagolando.

Gatto:
Ti giuro, son sincero,
l’incendio è proprio vero!
Tua figlia mi ha mandato
l’aiuto tuo ha cercato.

Regina:
Oh, povera bambina
sperduta tra la fiamma!
Chissà la poverina
se chiama la sua mamma!

Re:
Ma se tu dici il vero
mia figlia può bruciare,
orsù, mia cara moglie,
corriamola a salvare!

Regina:
Il cuore mio di mamma
in pace non può stare,
mi getto tra le fiamme
ma lei devo salvare!
Se perdo la mia vita,
non me ne importa niente.
Salvare la mia bimba:
ho solo questo in mente!

Re:
Facciamo dunque presto,
corriamola a salvare.
Non c’è da perder tempo
da lei dobbiamo andare!

Voce 2:
Correte, su, veloci,
andate da Velina.
Sentite la sua voce
che piange, poverina?

Il Re, la Regina ed il gatto escono di scena di corsa.

Scena 4 - La fuga degli abitanti

Voce 2:
Ma intanto nel castello
l’incendio sta avanzando
e tutti gli abitanti
dal fuoco stan scappando!

Entrano i due abitanti di corsa.

Abitante 1 :
Aiuto, che disastro,
l’incendio è dilagato
e un pezzo del castello
ormai è già bruciato!

Abitante 2 :
Ci servon dei pompieri
veloci più del vento!

Abitante 1:
Ne abbiamo solo uno,
ma vale più di cento!

Abitante 2:
Chiamiamolo al più presto,
il fuoco sta avanzando!

Abitante 1:
Speriamo di trovarlo,
la torre sta bruciando!

Abitante 2:
Ci resta un sol minuto
per chiedere il suo aiuto!

Abitante 1:
E allora che aspettiamo?
Corriamo, su, corriamo!

Abitante 2:
Io vado al pian di sotto
e cerco per di là!

Abitante 1:
Ma forse è nella torre,
bloccato, chi lo sa!

Abitante 2:
Corriamo su a cercarlo,
lui sol ci può salvare!

Abitante 1:
Del fuoco la minaccia
lui sfida faccia a faccia!

Gli abitanti escono di scena di corsa. Si chiude il sipario.

 

Scena 5 - L’incendio nella stalla

Voce 1 :
Ma pure nelle stalle
l’incendio sta avanzando,
e tutti gli animali
la fuga van cercando!

Cane 1 :
Bau, bau, aiuto, aiuto!
Da qui dobbiam scappare!

Cane 2:
Bau, bau, cosa facciamo?
C’è il fuoco ovunque andiamo!

Cavallo:
Hiii, hiii, corriamo via
più presto che possiamo!

Cane 1:
Saltiamo tra le fiamme,
qui scampo non abbiamo!

Cane 2:
Dobbiamo aver coraggio
e uscire dal recinto!

Cane 1:
Noi tre ce la faremo:
di questo son convinto

Cavallo:
Io abbatterò la porta
col muso e con le zampe!

Cane 2:
Io taglierò la rete:
con denti da gigante!

Cane 1:
Io intanto andrò a salvare
le oche e le anatrine.

cane 2:
Io salverò i pulcini,
i galli e  le galline!

Cavallo:
Io invece andrò nel bosco
con passi assai veloci
e chiederò soccorso
al fido Mangianoci.

Cane 1:
Ma come puoi sperare
che uno scoiattolino
riesca a liberarci
da un tragico destino?

Cavallo:
Lui usa la magia,
è amico delle fate.
Possiede un gran potere,
perché non vi fidate?

Cane 2:
Noi sì che ci fidiamo,
ma il fuoco è già alle porte,
e se non ci sbrighiamo
sarà una brutta sorte.

Cane 1:
E allora, su, scappiamo,
che il fuoco non ci pigli!
Le fiamme affronteremo,
non siam mica conigli!

Cane 2:
Stringiamo dunque i denti,
seguiamo i nostri piani.
Chissà se ci protegge
un angelo dei cani!

Cavallo:
Io quindi corro avanti
e voi mi seguirete.
Dai, fatevi coraggio,
correte, su, correte!

Escono tutti di scena dopo aver simulato la fuga dal recinto.

Si chiude il sipario.

 

Scena 6 - L’aiuto delle fate

Voce 2 :
In meno di un minuto
il prode cavallino
nel bosco ha già trovato
il buon scoiattolino!

Scoiattolo :
Che c'è, bel cavallino?
Su dimmelo al più presto!
Dev’esser cosa grave
se corri tanto lesto

Cavallo:
Hiii, hiii, che gran disgrazia,
un fuoco è divampato
e un pezzo del castello
ormai è già bruciato!
O buon scoiattolino,
ti prego, dammi aiuto.
Orsù chiama le fate,
che poi io ti saluto!

Scoiattolo:
Mio caro cavallino,
ma certo che ti aiuto,
le fate arriveranno
in meno di un minuto!
Farò una giravolta,
la coda scuoterò
e in men che non si dica
le fate chiamerò.

Cavallo:
O grazie, grazie mille,
ma ora devo andare,
mi aspettano al castello
non posso più restare!

Scoiattolo:
Oh, spiriti dei boschi,
udite la mia voce
venite, ovunque siate,
correte, o care fate!

Entrano in scena le due fate volteggiando su se stesse, a passo di danza, accompagnate da una musica dolcissima.

Fata 1:
Tu forse ci hai chiamato?
La voce tua ho sentito…
Su, dimmi presto presto
perché ci hai qui riunito.

Fata 2:
Di certo la ragione
dev’esser molto grave,
il guaio è molto acuto
se hai chiesto il nostro aiuto.

Scoiattolo:
Vi dicola ragione
c’è un rogo nel castello
e solo un vostro incanto
può salvare tutto quanto.
Con l’aiuto di voi fate
anche il fuoco può svanire.
Qui ci vuole una magia,
non importa quale sia!

Fata 1:
Noi non siamo assai potenti
ma possiam qualcosa fare,
conosciamo una magia
che le fiamme può annullare!

Fata 2:
Oh, fiamme maculate
con lingue biforcute,
svanite nelle tenebre
e offesa non recate!

Fata 1:
Oh, fiamme rutilanti
orsù fuggite via,
sparite in un istante
con questa mia magia.

Fata 2:
Oh, fuoco serpentino,
sparisci dai paraggi
e il sole in quel paese
risplenda coi sui raggi!

Fata 1:
Che questo nostro incanto
ovunque il fuoco vada
trasformi le sue fiamme
in stille di rugiada!

Le fate escono di scena volteggiando al suono della musica.

Fata 1 e Fata 2:
Ciao, scoiattolo!

Si chiude il sipario.

 

Scena 7 - La lotta finale

 

Abitante 1:
Nel mezzo dell’incendio
tra fiamme alte e nere
la vita mia ho rischiato
in cerca di un pompiere.
Ma dopo tanti sforzi
e quasi senza fiato
nel cuore del castello
infine l’ho trovato!

Pompiere:
Che c’è, che mai succede?
Perché così affannato?
C’è forse qualche incendio
che deve esser domato?

Abitante 1:
C’è un rogo nel castello
e pure nel villaggio!
Per spegnere le fiamme
ci vuole il tuo coraggio!

Pompiere:
Sfidare il rosso fuoco:
è questo il mio mestiere!
Non temo le sue fiamme,
parola di pompiere!
Con grinta ed ardimento
il fuoco affronterò
e a costo di morire
l’incendio spegnerò.

La fiamma entra in scena di corsa.

Fiamma 2 :
Cucù, chi si rivede,
mio acerrimo nemico!
Da qui non uscirai,
sei proprio in mezzo ai guai!
Vediamo se sei forte,
e sfidi anche la morte!
Se il rogo vuoi domare
con me dovrai lottare!

Pompiere:
Io credo che la lotta
con te sarà assai dura,
ma accetto la tua sfida:
di te non ho paura!

È giunto il gran momento
son qui per affrontarti:
e spero di riuscire
con l’acqua ad annientarti!

Fiamma 2:
Dai su, fatti coraggio,
vediamo quanto vali,
lo sai che mie fiamme
son peggio dei pugnali?

L’Abitante scappa, terrorizzato, mentre il pompiere e la fiamma si scontrano simulando un combattimento, accompagnati da una musica marziale. Durante lo scontro la fiamma cerca di toccare il pompiere con i lembi di carta rossa che tiene in mano, mentre il pompiere schiva i suoi attacchi cercando contemporaneamente di bagnarla con un annaffiatoio… Dopo circa un minuto il combattimento si arresta.

Pompiere:
Ahimè, non ce la faccio,
lo scontro è assai tremendo.
Non posso più combattere,
purtroppo io mi arrendo!

Il Pompiere si accascia a terra e la fiamma sghignazza.

Fiamma 2:
Ah, ah, non ce l’hai fatta!
Con me non puoi lottare!
Ormai non ti rimane
che il tempo di pregare!

La fiamma si avvicina al Pompiere per assalirlo col fuoco, ma compare la Rugiada, accompagnata da una dolce musica

Fiamma 2:
Ma cosa mi succede?
Mi sento così strano,
è come se qualcuno
fermasse la mia mano!

Rugiada:
Si, certo, sono io,
che freno il tuo potere,
son giunta per distruggerti
secondo il mio volere!
Io sono la Rugiada,
la figlia della notte.
Dell’acqua sono amica
del fuoco la nemica.

Fiamma 2:
Ti prego, stai lontana!
No, no, non mi toccare.
Ahimè, mi sento debole,
non posso più parlare!

Rugiada:
Che queste tue parole
sian l’ultime che dici,
perché tra pochi istanti
saremo due nemici.

La rugiada si avvicina e sparge delle gocce d’acqua sulla fiamma, al suono di una musica molto suggestiva.

Rugiada:
Oh, gocce di rugiada,
dal magico potere,
spegnete questa fiamma,
seguite il mio volere!
Oh, sfere cristalline,
posatevi sul fuoco,
su, presto, distruggetelo.
Il tempo ormai è poco!

La fiamma si accascia a terra.

Rugiada:
Che questo tocco magico
ovunque il fuoco sia
trasformi le sue fiamme
in pace ed armonia!

Il Pompiere si alza in piedi lentamente.

Pompiere:
Mi sento molto meglio,
riesco a respirare!
Mi sembra di rinascere
e posso anche parlare!

Entrano in scena gli abitanti, il re e la regina, le fate e gli animali, accompagnati da una dolce musica.

Abitante 2:
Evviva, evviva, evviva,
il fuoco è andato via!

Abitante 1:
Io credo che si tratti
senz’altro di magia!

Re:
Il mio palazzo è salvo,
e tutto è come prima!
E anche gli abitanti
son salvi tutti quanti!

Regina:
E pure nostra figlia,
la piccola Velina
ormai è sana e salva…

Principessa Velina:
…e con la mia mammina! (abbracciando la mamma)

Fata 1 e Fata 2:
Son salvi gli animali
del bosco e della stalla,
che con il nostro aiuto
sono rimasti a galla!

Tutti in coro:
Evviva il nostro re,
evviva la regina!
Dai, festeggiamo, orsù!
L’incendio non c’è più!

Rugiada
Ormai giustizia è fatta,
il drago se n’è andato
e ovunque nel castello
l’amore è ritornato.
Che questo gran prodigio,
che questa mia magia
ridoni agli abitanti
la pace e l’armonia!

Tutti si abbracciano e danzano al suono di una musica gioiosa.

Si chiude il sipario.

 

Fine