GIULIETTA E ROMEO

adattamento per la Scuola Primaria del testo di Roberto Piumini

Ins. Francesca Milo - scuola primaria San Donnino (FI) - Classi quinte 2009/10

 

 

scarica il copione

 

Personaggi:


Giulietta, Romeo, Bartolomeo della Scala (Signore di Verona), Benvolio, Mercuzio, Conte Paride, Nutrice, Madre di Giulietta, Padre di Giulietta, Tebaldo, Frate Lorenzo, Frate Giovanni, Guardie, Baldassarre, Padre di Romeo, Madre di Romeo, Narratori.

 

Atto primo


Narratore: Dove il verde scuro dei monti si inteneriva in verde di pianura, e l’acqua dell’Adige da poco uscita dalla valle, si stendeva in curve fra i campi, rallentando il suo viaggio verso il mare, c’era la bella Verona.

Narratore: A Verona due famiglie potenti, i Montecchi e i Capuleti, si volevano male. Le ragioni dell’odio erano antiche: erbe cattive chissà quando seminate e germogliate, che forse nessuno dei Capuleti o dei Montecchi avrebbe saputo ricordare. Eppure, anno dopo anno, nuovi sospetti e insulti, rinnovate arroganze…avevano conservato e fatto crescere quella inimicizia.

Narratore: Chi nasceva Montecchi per destino odiava i Capuleti, e ogni Capuleti cresceva disprezzando i Montecchi.

Cittadino 1: Viva i Montecchi e abbasso i Capuleti!!
Cittadino 2: Viva i Capuleti e abbasso i Montecchi!!

Narratore: Nella città di Verona, ogni persona si schierava per l’una o per l’altra famiglia…

Ecco Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti. I due giovani ancora non si conoscono..

(Giulietta e Romeo entrano in scena)
Giulietta: Mi presento: sono Giulietta Capuleti, vivo a Verona. Amo la natura, le stelle, la luna...e sono innamorata dell'amore...

Romeo: Mi presento: sono Romeo Montecchi, vivo a Verona. Amo la vita, ridere con gli amici e scherzare con essi.

Giulietta: Sono giovane e sogno il grande amore...
Romeo: Sono giovane e sogno il grande amore...

Giulietta: Chissà quando lo incontrerò..Non so il suo nome, né come sia il suo volto...ma il mio cuore batte già per lui...e nessuno lo fermerà mai!

Narratore: La storia che vi andiamo a raccontare parla di un grande amore finito in tragedia.

Narratore: Ma l'amore è il sentimento più forte al mondo e vince sempre, anche contro la morte. Niente e nessuno potrà mai fermare due persone che si amano...

Narratore: I due giovani non si sono ancora incontrati...ma presto le loro strade si incroceranno..

(I due attori entrano in scena – canzone di Michael Buble Haven’t met you)

Testo - Haven't Met You Yet, Michael Bublè
I’m not surprised,
Not everything lasts,
I’ve broken my heart so many times I stopped keeping track.
Talk myself in,
I talk myself out,
I get all worked up,
Then I let myself down,
I tried so very hard not to loose it;
I came up with a million excuses,
I thought I thought of every possibility,
And I know some day that it’ll all turn out,
You’ll make me work so we can work to work it out,
And I promise you kid that I give so much more than I get~ mmm…….
I just haven’t met you yet.
Mmmmm ….
I might have to wait,
I’ll never give up,
I guess it’s half timin’, and the other half’s luck,
Wherever you are,
Whenever it’s right,
You’ll come outta nowhere and into my life.
And I know that we can be so amazin’,
And baby your love is gonna change me,
And now I can see every possibility, mmmmmm….
Somehow I know that it’ll all turn out,
You’ll make me work so we can work to work it out,
And promise you kid, I’ll give so much more than I get, mmmm….
I just haven’t met you yet.
They say all’s fair in love and war
But I won’t need to fight it,
we’ll get it right an’,
we’ll be united
Instrumental
and I know that we can be so amazin’,
And bein’ in your life is gonna change me,
And now I can see every single possibility, mmmmmm
And someday I know it’ll all turn out,
And I’ll work to work it out,
Promise you kid I’ll give more than I get
Than I get, than I get, than I get.
Oh, you know it’ll all turn out,
and you’ll make me work so we can work to work it out,
And promise you kid to give so much more than I get, yeah
I just haven’t met you yet.
I just haven’t met you yet,
Oh, promise you kid,
To give so much more than I get.
I said love love love love love love love…..
I just haven’t met you yet
Love love love …..
So doy day ay ay ay, ay ay yeah
I just haven’t met you yet!

ATTO SECONDO

Bartolomeo della Scala: “Cittadini, udite, udite. Io, Bartolomeo della Scala, Signore di Verona, con animo addolorato e adirato, constatando che l’inimicizia tra le famiglie dei Capuleti e Montecchi, in contrasto con la mia volontà e i miei consigli, continua a macchiare di sangue le case e le strade , turbare la vita della città, offendere la quiete dei cittadini, armare gli uni contro gli altri, dare a tutti vergognoso esempio e sporcare la fama di Verona presso le altre genti, annuncio che non sarà più tollerata ogni forma di discordia ribelle, pubblico litigio, minaccia o combattimento all’interno della città, e stabilisco da oggi la pena di morte per chiunque, in rissa privata o pubblica, in scontro aperto o in agguato, ucciderà o ferirà o farà uso di armi contro chiunque. Stabilisco che chi avrà disobbedito a questo bando sia immediatamente preso e incarcerato, e sconti entro dieci gironi la sua condanna.”

Cittadino 1: Questo bando è ingiusto. Tutta Verona vuole questa rivalità tra Capuleti e Montecchi.
Cittadino 2: Non temere. Non sarà certo un bando a fermare queste famiglie. Ci vuole ben altro.

Narratore: Tra la folla accorsa ad ascoltare il bando ci sono anche Romeo, Mercuzio e Benvolio.

Romeo: Ciao Benvolio!! Ciao Mercuzio!!
Benvolio: Ciao, amico mio!
Mercuzio: Ciao Romeo!
Romeo: Hai sentito il bando del Principe? A quanto pare, niente più zuffe con i Capuleti in questa città.
Benvolio: Allora anche cani e gatti faranno pace! Che hai, Romeo, ti vedo triste!
Romeo: Sono innamorato di una donna che non mi vuole.
Benvolio: Dimmi tutto. Sono proprio curioso!! Chi è l'oggetto del tuo desiderio?
Romeo: Rosalinda. La bella Rosalinda. Penso a lei in ogni momento e gliel'ho anche detto ma non c'è stato niente da fare: lei non ricambia il mio amore. Per questo sono triste. Soffro per amore...

Benvolio: Ma dai, lei non fa per te! Ci sono altre mille ragazze in Verona che valgono molto più di lei. E poi, se lei non ti vuole… Io e il nostro amico Mercuzio ti porteremo presto in un luogo dove potrai vedere tante belle fanciulle…e ti dimenticherai di Rosalinda!

Mercuzio: Certo, ci divertiremo moltissimo!! Andremo alla festa a casa dei Capuleti. Indosseremo una maschera, così nessuno ci riconoscerà!

Benvolio: La festa è per questa sera. Credo sia una specie di fidanzamento..non so bene. So soltanto che ci saranno tante persone e nessuno ci noterà.

Romeo: La cosa mi piace. Sfidiamo la sorte. Andiamo in casa del nemico e mangiamo e beviamo in barba ai Capuleti!!! Però facciamo attenzione..potrebbe costarci cara questa bravata!

Benvolio: Non temere. Nessuno ci riconoscerà! Siete d'accordo??

Romeo e Mercuzio: TUTTI D'ACCORDO!!!

(I tre amici si allontanano dalla scena).

 

ATTO TERZO

Mamma: Giulietta, dove sei?? (Affacciata dal balcone)
Nutrice: Siamo qua mia signora, in giardino..
Mamma: Giulietta! Non ti vedo!!
Giulietta: Eccomi madre.Ho sentito la tua voce ma questi bei fiori volevano essere raccolti proprio adesso, per la festa di questa sera: ecco perché non sono venuta quando mi hai chiamato.
Mamma: Hai pensato a quello che ti ho detto stamattina?
Giulietta: Vuoi dire al fatto che è tempo per me di pensare al matrimonio? Ma ho solo 14 anni…
Mamma: Molte donne in Verona alla tua età hanno già marito.
Giulietta: In verità ho pensato a quanto mi hai detto. E anche alla proposta che il conte Paride ha fatto di prendermi in sposa.
Mamma: Brava Giulietta. Stasera alla festa guarderai bene quel giovane valoroso e nobile: sono certa che lo troverai bello.
Giulietta: Guarderò il giovane Paride..
Nutrice: Brava Giulietta, così si risponde alla signora tua madre…

(Le donne escono e scena. Entrano il conte Paride, da un lato e Romeo dall’altro lato)
Narratore: Paride e Romeo si incontrano per caso per le strade di Verona.

Paride: Romeo!! Guarda chi si vede!!
Romeo: Paride!! A spasso per Verona!
Paride: Da tanto tempo non ti incontravo. Dove vai di bello?
Romeo: Vado da Bernardo, lo spadaio. Vieni con me così mi aiuterai nella scelta di una nuova spada. Quella che avevo si è rotta in un finto duello con Mercuzio.
Paride: Lo faccio con gioia, anzi, permettimi l’onore di poterti regalare io una spada nuova!
Romeo: Accetto solo se potrò anch’io regalarti un pugnale.
Narratore: i due amici accettarono i doni reciproci.

 

ATTO QUARTO


Narratore: Siamo alla festa in casa di Giulietta. Suo padre ha organizzato questa festa in modo che la figlia conosca il conte Paride e accetti di sposarlo.

Narratore: Tutti si divertono:

Narratore: Alla festa sono andati anche Romeo con i suoi amici. Hanno il viso mascherato, come era molto in uso alle feste di quel tempo. Non si vogliono far riconoscere in casa della famiglia rivale.

 

(Entrano in scena tutti e si dispongono per ballare la canzone di Jovanotti)
Giovanotti - Stasera voglio fare una festa


 E' qui la festa? Siiiiii

Stasera voglio fare una festa
insieme alla ragazza mia
stasera voglio fare una festa
prendiamo la moto e via via via.
Stasera voglio fare una festa
io e la ragazza mia
stasera voglio fare una festa.

Stasera voglio fare una festa
insieme alla ragazza mia
stasera voglio fare una festa
prendiamo la moto e via via via.
Stasera voglio fare una festa
io e la ragazza mia
stasera voglio fare una festaaaaaaa.

Dammi un bacio dai
Dove?
Come dove? Lo sai

Stasera voglio fare una festa
io e la ragazza mia
stasera voglio fare una festaaaaaaa.

Dammi un bacio dai
Dove?
Ma come dove? Dove lo sai (ripete)

Sulla bocca no

Narratore: Giulietta parla con una sua amica.

Giulietta: (ad un'amica) Quello è il conte Paride. Mio padre è contento di questa festa e spera che accetti di sposare il conte.
Amica: c'è molta gente stasera. Molti sono in maschera e non li riconosco.
Giulietta: chi è quel giovane laggiù che non mi toglie lo sguardo di dosso?
Amica: Ha la maschera..non so. Anche le persone che sono con lui portano la maschera... Non li riconosco.
Giulietta: Mi piace il suo sguardo..
Amica: Ma tu devi guardare il conte Paride...Vedi che si è accorto dei vostri sguardi....mi sembra geloso...

Narratore: Giulietta e Romeo si avvicinano, si danno la mano e lui le bacia la mano, lei sorride innamorata guardandolo fisso, lui sorride innamorato guardandola fissa. Poi i due si allontanano.

(Canzone) La spada nel cuore.

Era uno sguardo d'amore, la spada è nel cuore e ci resterà...sei bella..in questo momento più bella..adesso che il vento ti allontana da me...
Notte di colpo la notte il cuore che batte è fermo oramai..la pioggia ancora col sole..tu vedi chi nasce e chi muore..per te..
Era uno sguardo d'amore la spada è nel cuore mi sento morire morire per te...!!

Quando tu l'hai visto sei cambiata..ti sei illuminata..è simpatia non era vero io sono tua non era vero..!!

Era una sguardo d'amore la spada è nel cuore e ci resterà..sei bella..in questo momento..più bella adesso che il vento ti allontana da me..

Notte di colpo la notte il cuore che batte è fermo oramai..la pioggia ancora col sole..tu vedi chi nasce e chi muore per te...!!

Era uno sguardo d'amore la spada è nel cuore mi sento morire morire per te..e..e..!!

(Giulietta e Romeo si avvicinano, si danno la mano e lui le bacia la mano, lei sorride innamorata guardandolo fisso, lui sorride innamorato guardandola fissa. Poi i due si allontanano, tornando ai lati della scena. )

Giulietta: Nutrice, chi è quel giovane?

Nutrice: Piccola cara, non lo devi più avvicinare. Lui è Romeo Montecchi! L'ho riconosciuto subito. Che sfacciato a presentarsi a questa festa! Speriamo che non combini qualche guaio!

(Il conte Paride si avvicina a Giulietta).

Paride: Giulietta cara, posso sperare di avere l'onore del prossimo ballo?

Giulietta: Mi dispiace ma...ho la testa che mi duole...credo che tornerò al buio della mia camera...scusami.

Narratore: Così Giulietta tornò in camera sua, pensando allo sguardo dell'affascinante sconosciuto visto alla sua festa. Non riusciva a pensare altro che a lui e nella sua mente rivedeva il suo sguardo.

(Tutti gli invitati lasciano la festa).

 

ATTO QUINTO

(Giulietta si affaccia al balcone, Romeo è sotto ma nella penombra. Lei non lo vede).

Giulietta: Parlo a te, o luna. Romeo, perchè sei tu Romeo? Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome! Oppure, se non vuoi, giura di essere il mio amore ed io smetterò di essere una Capuleti. Solo il tuo nome mi è nemico, giacchè tu sei tu, anche se non fossi un Montecchi. Rinuncia al tuo nome e prendi in cambio me!”

Romeo: (uscendo dalla penombra) Io ti prendo in parola. Chiamami amore e sarò battezzato di nuovo. Non voglio più essere Romeo.

Giulietta: Chi sei? (Sporgendosi dal balcone)

Romeo: Uno senza nome, poiché ormai odio il nome che ho. Se l'avessi qui scritto, lo strapperei.

Giulietta: Riconosco la tua voce. Sei Romeo Montecchi.

Romeo: No, se questo ti dispiace.

Giulietta: Cosa fai qui? C'è pericolo di morte, per te, se qualcuno ti scopre...

Romeo: E' più pericoloso il tuo sguardo di venti spade. Lasciati guardare, ti prego...

Giulietta: Tu mi ami?

Romeo: lo giuro sulla luna...

Giulietta: Allora mandami domani qualcuno a dirmi dove e quando ci sposeremo...

(Canzone, entrano tutti in scena e cantano con i protagonisti)
La cura - Franco Battiato.

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.

Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.

Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.

E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.


Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.


Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.

 

ATTO QUINTO


Narratore: Giulietta e Romeo vanno da frate Lorenzo.

Frate Lorenzo: Allora, mie cari ragazzi, volete davvero che io vi unisca in matrimonio?
Giulietta e Romeo: Sììììì!!!
Frate Lorenzo: Allora seguitemi e sarete sposi oggi stesso.

Narratore: Il frate unì i due in matrimonio..

Narratore: Giulietta fece ritorno a casa, mentre Romeo si mise a passeggiare per le strade di Verona.
(Romeo esce di scena. Entrano Benvolio e Mercuzio da un lato, e  Tebaldo dall'altro, con altri giovani).
Benvolio: Mi acceca il sole o quello è Tebaldo dei Capuleti, cugino di Giulietta?
Mercuzio: Sì, è proprio lui. Non vedi come ci guarda? Adesso lo ricambio con uno sguardo da far scappare le pulci ai cani!
Tebaldo: Ehi, è per me quello sguardo?
Benvolio: Andiamo via, Mercuzio, lasciamo perdere..
Mercuzio: Non sono un vile!
(Entra Romeo)
Tebaldo: Ecco quel vigliacco di Romeo! Quello che va mascherato in casa del suo nemico a rubargli il vino e le tovaglie..
Romeo: Che c'è? Che volete? Tebaldo, io non ti ho mai offeso...
Mercuzio: (sfoderando il pugnale) Questo è troppo!
Tebaldo: (sfoderando il pugnale) Vieni avanti
Romeo: Basta! Ricordate la legge di questa città! Abbassa il pugnale, Mercuzio.
(Tebaldo trafigge Mercuzio, che cade in ginocchio, poi si accascia morente)
Romeo: Hai ucciso il mio amico!!! Non posso restare fermo davanti a questo!!! (Tira fuori il pugnale e, dopo un breve duello, trafigge Tebaldo, che cade a terra morto).
Benvolio: Scappa, Romeo, scappa!!!!

Entra Bartolomeo della Scala: Io Bartolomeo della Scala, venuto a conoscenza per sicure testimonianze che Romeo Montecchi in una rissa ha di sua mano trafitto e ucciso Tebaldo, della famiglia dei Capuleti, il quale aveva in precedenza ucciso Mercuzio, condanno Romeo Montecchi all'esilio e lo bandisco dal territorio di Verona, sotto pena di morte se sarà in essi sorpreso.

Narratore: quella sera Romeo salì dal balcone nella camera di Giulietta e raccontò con orrore l'accaduto. Giulietta disse che il loro amore era più forte di tutto e...furono marito e moglie a tutti gli effetti!
Narratore: Il giorno seguente, all'alba, Romeo si calò dal balcone, con la promessa di tornare da lei prima possibile. Dovevano essere cauti..ma il loro amore avrebbe trionfato.

Entra il padre di Giulietta nella  camera della figlia.

Padre: Allora Giulietta, come ti senti oggi?
Giulietta: Bene, padre mio.
Padre: Sono contento. Giovedì ci sarà un'altra festa in questa casa.
Giulietta: Davvero??
Padre: Sì, celebreremo il tuo matrimonio col conte Paride.
Giulietta: Ma padre.....Non mi sembra il caso.
(Entra la nutrice)
Nutrice: Giulietta, non si risponde così a tuo padre. Devi a lui obbedienza.
Giulietta: Vi prego, lasciatemi sola!
(Il padre esce, la nutrice resta con lei)
Nutrice: Non devi fare così. Ormai Romeo è fuggito lontano da Verona e forse non tornerà mai più. Dimentica il vostro matrimonio e sposa il conte Paride.
Giulietta: Ma non posso. Sono già sposa.
Nutrice: Dimentica, nessuno sa, al di fuori di noi due. Io non parlerò mai.
Giulietta: Va bene, ma voglio andare da Frate Lorenzo per confessarmi. Aiutami a prepararmi.

ATTO SESTO
Narratore: Giulietta si recò da Frate Lorenzo. Gli raccontò tutto e il frate, dopo aver pensato un po', le illustrò il suo piano.
Tornata a casa Giulietta avrebbe dovuto mostrarsi contenta, pentita delle proprie bizze e disposta ad obbedire al padre riguardo alle nozze con Paride.
Narratore: La sera prima delle nozze, il mercoledì, senza destare sospetti, sarebbe rimasta sola nella sua stanza e avrebbe bevuto il contenuto di un'ampolla, datale da frate Lorenzo.

Narratore: Si trattava di un'essenza di erbe di cui solo il frate e pochi altri conoscevano il segreto. Poco dopo averla bevuta, Giulietta avrebbe avuto una sensazione di freddo in tutto il corpo, il suo polso avrebbe rallentato i battiti fino a non essere più percepibile, il calore e il respiro sarebbero scomparsi e il colorito della faccia sarebbe parso simile a quello dei morti...

Narratore: Quello stato di morte sarebbe durato 48 ore, dopo le quali la giovane si sarebbe risvegliata come da un sonno molto profondo.

Narratore: Al mattino del giovedì tutti l'avrebbero creduta morta, e l'avrebbero, secondo l'uso delle famiglie, messa in una bara scoperchiata, esposta nell'antica cripta di famiglia Capuleti.

Lorenzo: Nel frattempo io avviserò Romeo, che arriverà da te e sarà lì al momento del tuo risveglio. Fuggirete insieme a Mantova. Te la senti, Giulietta?
Giulietta: Sì, sono disposta a tutto. Dammi la fiala, padre, e non parlare di paura.

 

ATTO SETTIMO

Padre di Giulietta: Eccoci al gran giorno. Andate a svegliare Giulietta, che si prepari per le nozze con il conte Paride!
Nutrice: Va bene, mio signore, vado a svegliarla.

(Si ode un grido)
Nutrice: Aiuto, aiutatemi...Giulietta non risponde...è bianca...è fredda..è....è...morta!!! (Piangendo)

Narratore: Come previsto la giovane fu disposta nella cripta di famiglia Capuleti.
Narratore: Intanto frate Lorenzo aveva mandato un suo fidato amico: frate Giovanni, da Romeo affinchè gli consegnasse una lettera molto urgente.

Frate Giovanni:  fratel Angelo verresti con me a Mantova? Devo consegnare questa lettera ad una persona. La strada è lunga e in due è più piacevole percorrerla.
Frate Angelo: Va bene Giovanni, ma prima devo passare a far visita a dei malati. Vieni con me?
F Giovanni: D'accordo.
(Si avvicinano a dei malati. Arrivano delle guardie)
Guardie: Fermi tutti. Si teme che qua ci sia la peste. Dovrete restare qua fino a nostro ordine.
F Giovanni: ma io devo consegnare questa lettera urgente. Vi prego, portatela voi...
Guardie: Fermo e non ti avvicinare. Per la lettera aspetteranno.. Domani vi faremo sapere quando potrete uscire da questa casa!

ATTO OTTAVO

(Romeo sente bussare alla porta)
Baldassarre: Posso entrare, amico mio?
Romeo: Entra pure, Baldassarre. Che gioia ricevere una visita. Qua in esilio sono molto solo. Finalmente un po' di notizie da Verona.
Baldassarre: Romeo...non so come dirtelo.
Romeo: Avanti parla. Cos'è quella faccia?? Cosa è successo??
Baldassarre: Giulietta...Giulietta...
Romeo: Giulietta cosa?
Baldassarre: è...è....
Romeo: è...????
Baldassarre: morta! Ecco l'ho detto! E' morta!!
Narratore: Romeo si fece bianco in volto, le mani gli tremarono. Il suo viso era serio ma aveva una strana luce negli occhi.
Romeo: Baldassarre, procurami un cavallo veloce...devo andare a Verona.
Baldassarre: Romeo, non puoi. Ricorda la tua condanna...
Romeo: Svelto, fai quello che ti ho detto.

(Baldassarre esce di scena. Romeo parla tra sé)

Romeo: Porterò con me questo potente veleno.....

Narratore: Qualche ora dopo....
Narratore: il conte Paride era andato da Giulietta a piangere. Sente dei rumori e si nasconde dietro delle statue. Nella penombra vede avvicinarsi a Giulietta, Romeo Montecchi. Esce così allo scoperto.

Paride: Vile, come puoi avere il coraggio di venire qua?? Come osi avvicinarti a lei, così pura?
Romeo: Paride, non immischiarti.  Vai via, lasciami solo al mio dolore... Io sono armato ma solo contro di me..
Paride: Sei pazzo. Qui è sepolta quella che amavo, stava per essere mia sposa, capisci? Devi andartene da qui!
Romeo: Accada quel che accada, allora

I due iniziano un combattimento, al termine del quale Paride cade a terra morto).

Romeo: (rivolto a Giulietta) La morte ha preso il tuo respiro ma non la tua bellezza. Forse anche la morte si è innamorata di te... (le bacia la mano)
Narratore: Romeo bevve il veleno e con una smorfia cadde a terra morto.
Narratore: Proprio allora Giulietta si svegliò e vide i due a terra...
Giulietta: Paride?.....Romeo???
Narratore: senza tante esitazioni, Giulietta prese il pugnale di Romeo e...
(Giulietta si pugnala a cade a terra morta).

FINALE


(Tutti schierati, Capuleti e Montecchi)
Mamma di Romeo: Che disgrazia..mio figlio morto per amore!
Mamma di Giulietta: Che disgrazia..mia figlia morta per amore!
Padre di Romeo: Ed è tutta colpa nostra, del nostro odio..
Padre di Giulietta: Proprio per il loro amore...le due famiglie devono fare pace per sempre!!

(Giulietta e Romeo al centro, tutti intorno cantano “I migliori anni della nostra vita”)


Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa

Io come un gentiluomo, e tu come una sposa Mentre fuori dalla finestra si alza in volo soltanto la polvere.C'è aria di tempesta!

Sarà che noi due siamo di un altro lontanissimo pianeta.Ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta.Tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente. Noi non faremo come l'altra gente,questi sono e resteranno per sempre...

I migliori anni della nostra vita I migliori anni della nostra vitaStringimi forte che nessuna notte è infinita I migliori anni della nostra vita

Stringimi forte che nessuna notte è infinita I migliori anni della nostra vita

Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e muti,come pugili dopo un incontro. Come gli ultimi sopravvissuti.Forse un giorno scopriremo che non ci siamo mai perduti!E che tutta quella tristezza in realtà, non è mai esistita!

 I migliori anni della nostra vita  I migliori anni della nostra vita.
Stringimi forte che nessuna notte è infinitaI migliori anni della nostra vita! La nostra vita. La nostra vita.

Stringimi forte che nessuna notte è infinitaI migliori anni della nostra vita!

 

 

FINE