Ultima modifica: 28 agosto 2015

Augh, Stella Cadente!

AUGHAdattamento dall’omonimo libro di Ursula Wolfel – PIEMME
a cura degli alunni della classe V° B
della Scuola Elementare VAMBA di S. Donnino (FI)
Insegnante Francesca Milo    –  Scarica il copione

 

 

PERSONAGGI
Narratore, Stella cadente, Uccello sull’erba, Acqua limpida, Luna che illumina il sentiero, Indiana, Indiano, Puledro Grigio, Buon Cacciatore, Cervo veloce, Grande Roccia, Occhio sapiente, 2 uomini bianchi, Dottor Christoph, 2 indiani
ATTO PRIMO
Narratore: Ciò che viene narrato in questa storia potrebbe essere accaduto circa 100 anni fa.
Allora non vivevano più molti indiani nel Nord America. La maggior parte di loro era stata uccisa nelle battaglie contro i coloni bianchi. Solo alla frontiera nord-occidentale fra il Canada e gli Stati Uniti d’America c’era ancora una vasta zona in cui i bianchi erano la minoranza. Là vivevano le ultime tribù di indiani liberi. Fra queste c’era la grande tribù dei Piedi Neri. Qui si racconta di loro.
Balletto intorno al fuoco sulla musica BUFFALO MOON tratto dal cd “NAZCA, Indians, songs, nature dreams”
Narratore: Stella C si stava annoiando davanti alla tenda di suo padre. Egli aveva provato a seguire i ragazzi grandi ma lo avevano rifiutato perchè lo consideravano ancora piccolo. Davanti a lui i piccoli della tribù stavano giocando.
Uccello Sull’Erba: “Come mai sei così arrabbiato? Non vuoi giocare con noi?”
Acqua Limpida:”Dai, Stella Cadente, gioca con noi! Sei così triste! Cosa ti è successo?”
Stella C: ” Non mi va di fare i vostri giochi. “
Uccello Sull’Erba: “Ecco che arriva Luna Che Illumina Il Sentiero, la mamma di Stella C.”
Luna C.:”Perchè non giochi con gli altri bambini?”
Stella C. “Sono grande, anche se… i ragazzi grandi non mi vogliono con loro.”
Luna C: “Hai chiesto a tuo fratello Puledro Grigio?”
Stella C:” Si, ma è stato inutile.”
Luna C: “Piccolo mio, vedrai che presto le cose cambieranno. Aspetta e vedrai.”
Narratore: La mamma di Stella C. tornò alle sue occupazioni, i bambini ripresero a giocare tra loro, mentre Stella C si mise a scrutare l’orizzonte. Improvvisamente vide qualcosa…
Stella C. si alza in piedi, guarda lontano e grida:”Stanno tornando gli uomini dalla caccia! Correte, stanno arrivando i nostri padri dalla caccia!! Sono stato io a vederli per primo!!”
Indiana: “Cosa succede?”
Luna C:”I nostri uomini stanno tornando dalla caccia: speriamo che siano riusciti a trovare i bufali.”
Narratore: Ma le cose non erano andate bene nemmeno questa volta: di bufali nemmeno l’ombra.Nessuno mangiò a sufficienza e tutti andarono a dormire con la fame.
Gli uomini, quella sera, davanti al fuoco parlarono tra di loro. Dissero che la colpa era dell’uomo bianco. Nel buio della sua tenda Stella Cadente sentì tutto.
Narratore: Il giorno dopo.
Indiano: “Sveglia! Sveglia! (girando per le tende) Sveglia!……
Stella C: “Perchè madre, ci stiamo alzando così presto?”
Luna C:”Perchè oggi è un grande giorno”
Puledro G:”Certo, fratellino, ti sei scordato che oggi dobbiamo smontare le tende?”
Luna C:”Dobbiamo andarcene da qui. Non c’è più cibo per noi”
Puledro G:”Stasera arriveremo sulle rive del grande lago. Là vivremo bene. Ci saranno tanti pesci da prendere. Su alziamoci e smontiamo le tende.”
Narratore: Tutti si dettero daffare e in poco tempo l’accampamento non esisteva più. Luna Che Illumina Il Sentiero aveva sistemato le sue cose sulla lettiga legata ad un cavallo, lasciando lo spazio per far sedere Stella C.
Stella C: “No, mamma. Io non voglio viaggiare come un piccolo. Voglio cavalcare.
Buon Cacciatore:” Figlio mio, sei sicuro di quello che dici?”
Stella C:”Certo”
Buon C:”Bene, ecco allora un cavallo per te. Salici sopra, se ti riesce.”
(Stella C. prova a salirci e ci riesce al secondo tentativo.)
Buon C.:”Bene,e adesso VAI! (Dà un colpo al cavallo che parte impazzito).
Stella C.:”AIUTO! Fermati, torna indietro…..AIUTOOO!” (Cade per terra. Piange. Arriva il padre)
Buon C:”Bene, sai cavalcare. Risali sul cavallo. E’ tuo. Puoi scegliere il nome da dargli.”
Stella C:”Lo chiamerò BRUNO ORIZZONTE”
Buon C:”E’ un buon nome per un cavallo.”
Narratore: Tornarono all’accampamento. Tutti applaudivano Stella C perchè aveva un cavallo tutto suo e poteva fare il viaggio cavalcando.
Quella sera arrivarono sulle rive del lago pescoso.
ATTO SECONDO
Narratore: La mattina presto Puledro Grigio svegliò Stella Cadente.
Puledro: “Svegliati Stella Cadente, vieni a nuotare con noi al lago?”
Stella C.:”Ma io non so nuotare! Io ho ancora sonno ed è presto!”
Narratore: Forse Stella Cadente aveva paura perchè sapeva che andare al lago con i ragazzi grandi significava diventare un ragazzo grande. Alla fine, però, Stella Cadente si alzò e andò con i grandi al lago.
Cervo V: “Facciamo una gara a chi arriva primo al lago!”
Narratore: Vinse come sempre Cervo Veloce. Arrivati al lago tutti si tuffarono in acqua, tranne Stella Cadente che rimase abbracciato ad un albero.
Grande Roccia:”Vieni,Stella Cadente! Hai paura?”
Puledro Grigio (avvicinandosi a Stella):”Tuffati immediatamente. Non farmi fare una brutta figura. Tutti diranno che mio fratello ha paura dell’acqua.”
Stella: “Ma io non so nuotare: ho paura!! Spingimi tu!”
Puledro G:”No, non vale così!……. Dai, dammi la mano, buttiamoci insieme…”
Narratore: I due fratelli si tuffarono, ma in acqua Puledro Grigio lasciò la mano di Stella Cadente.
Stella C.”Aiuto! Aiuto!!”
Grande Roccia: “Ti verrò a salvare io”
Narratore: Usciti dall’acqua i ragazzi presero dei rami degli alberi per tirarseli sulle schiene in segno di resistenza al dolore e di coraggio.
Stella: “Tieni, Puledro Grigio. Picchiami con questo ramo di pino.”
Puledro: “Ma ti farai troppo male con gli aghi di pino.”
Stella: “Avanti picchia. Più forte. Più forte. Più forte.”
Puledro: “Adesso basta”
Altri indiani: “Adesso sappiamo che Stella Cadente è grande e coraggioso.”
Narratore: Tornarono all’accampamento. Buon Cacciatore, padre di Stella Cadente, fu informato di quanto era accaduto.
Buon Cacciatore: “Bravo, figlio mio. Sei un uomo ormai.”
Stella C: “No, padre. Grazie ma non è così: io ho avuto paura.”
Buon C: “Anche gli uomini grandi hanno paura, a volte.”
Luna Che Illumina il Sentiero: ” Stella Cadente, figlio mio. Tieni! Ti regalo questa canna da pesca.”
Stella C: “Oh mamma, è bellissima. Vedrai, prenderò tantissimi pesci. Dammi la bisaccia più grande che hai perchè io la riempirò.”
Luna: ” (ridendo) Tieni, piccolo grande uomo”.
Narratore: Mentre andava al lago, Stella C incontrò i bambini piccoli che stavano costruendo una diga per giocare. Egli si fermò e li aiutò: lui era abile in quelle cose.
Poi fece il giro del lago alla ricerca di suo fratello. Voleva pescare con lui.
Vide gli uomini che prendevano i pesci con le lance e si fermò ad osservarli.
Quando finalmente trovò Puledro Grigio e Grande Roccia che pescavano, era già molto tardi.
Si sedette tra loro, ma non riusciva a stare fermo: le mosche, le zanzare….
Grande Roccia: “Da quando è arrivato tuo fratello non abbiamo preso più nemmeno un pesce: li fa scappare tutti!”
Puledro G: “Scusalo: è la prima volta che viene a pescare. Adesso si è fatto tardi. Andiamo via.
StellaC: “Ma non ho preso ancora niente!”
Grande Roccia: “Tieni, Stella Cadente, questo pesce è tuo.”
Narratore: Stella C prese il pesce e lo mise nella bisaccia vuota. Ma arrivato alla sua tenda:
Luna C: “Allora, come è andata?”
Stella C: “Male, non ho preso niente. Questo pesce me lo hanno regalato.”
Luna C: “Sei proprio un tesoro.”
ATTO TERZO
Narratore: “Stella C è rimasto solo al villaggio. Invece i grandi sono andati a cacciare i bufali. Mentre cammina incontra il suo vecchio amico Uccello sull’Erba.
Stella C: “Augh, ti piacerebbe diventare un grande?”
Uccello: “Certamente”
Stella: “Però devi saper sopportare il dolore ed essere coraggioso.”
Uccello: “Questo non è un problema.”
Narratore: Uccello sull’Erba prende un tizzone ardente fino a che non gli si forma una vescica sulla mano.
Stella C.: “Bravo, hai dimostrato di essere coraggioso. Allora domani mattina ti porterò al lago per fare il bagno. E’ così che si diventa grandi.”
Uccello: “Ma gli altri sono d’accordo? Cosa dicono Puledro Grigio, Grande Roccia, Cervo Veloce e gli altri?”
Stella C: “Non ti preoccupare. Io sono grande e posso decidere da solo. E poi sono arrabbiato con loro. Mi trattano poco bene perchè sono il più piccolo dei grandi…”
Narratore: Il mattino seguente Stella C va a chiamare il suo amico che però era già sveglio.
Stella: “Nasconditi dietro alla mia tenda. Quando gli altri saranno più lontani, potremo correre fino alla riva del lago e nuotare. Via , adesso!……… Tuffiamoci!”
Uccello: “Aiuto, aiuto! Non so nuotare! AIUTO!!”
Grande R: “Che succede? Stella C non sa più nuotare?”
Stella C: “No, aiuto. Uccello sull’Erba sta annegando…”
Puledro G: “Uccello sull’Erba? Ma che ci fa qui?”
Narratore: I ragazzi salvarono Uccello sull’Erba. Poi vollero delle spiegazioni.
Stella: “Punite solo me. Sono stato io a farlo venire.”
Uccello: “No, punite solo me: io ho insistito per venire.”
Puledro: “Puniremo entrambi. Sciocchi che non siete altro! Potevate affogare.”
Narratore: Dopo la punizione, però, tutti furono d’accordo nel riconoscere il coraggio di entrambi e accettarono anche Uccello sull’Erba tra i ragazzi grandi.
Stella Cadente era contento: il suo amico era di nuovo con lui e adesso non era più il piccolo dei grandi.

 

ATTO QUARTO
Stella C. “Le nostre madri oggi sono andate a cercare bacche per mangiare. La carne seccata sta ormai per finire e non abbiamo più incontrato mandrie di bufali per avere nuova carne.
Ho sentito mio padre che diceva che questo inverno dovremo scavare molte fosse perchè molti indiani moriranno di fame. Diceva che è tutta colpa dell’uomo bianco. Tu sai qualcosa?”
Uccello sull’Erba: “No, non so niente.”
Stella: “Andiamo da Occhio Sapiente, lo stregone del nostro villaggio. Lui sicuramente saprà spiegarci cosa sta succedendo.”
Narratore: I due bambini si recano dallo stregone. Egli era seduto davanti alla sua tenda. Incuteva timore.
Uccello: “Io tornerei indietro….”
Occhio Sapiente: “Volete dirmi qualcosa? Venite avanti. Non dovete avere paura.”
Stella: “Sì, dobbiamo parlarti dell’uomo bianco.”
Occhio S: “Vi racconterò tutto quello che volete sapere.”
Stella C.:”Perchè l’uomo bianco ci ha preso i bufali? Perchè è cattivo con noi?
Occhio S.:”Ci sono uomini bianchi buoni e uomini bianchi cattivi. Gli uomini bianchi hanno costruito strade di ferro con carri di fuoco. I bufali hanno paura di queste cose. E’ per questo che i bufali stanno scappando sempre più lontano. L’uomo bianco non sa che questa terra è nostra e che i bufali sono nostri. Ho detto.
Stella C.:”Perchè nessuno glielo dice?”
Occhio Sapiente: “Ho detto.”
Narratore: “Occhio Sapiente fece un inchino ai ragazzi e rientrò nella sua tenda.
Stella C. “Vieni, Uccello sull’Erba, torniamo alla nostra tenda. Cosa pensi tu di questa storia?”
Uccello: “Non saprei, è una brutta storia”.
Stella : “Domani io partirò per andare dall’uomo bianco. Vuoi venire con me?”
Uccello: “NO, non puoi, i grandi non vogliono. Non ci daranno mai il permesso!”
Stella C: “Bene, allora io andò da solo se tu non vuoi venire.”
Uccello: “I grandi si preoccuperanno, chissà cosa ci faranno gli uomini bianchi: forse ci faranno prigionieri!”
Stella: “Non avere paura! Se noi andremo dall’uomo bianco diventeremo famosi.”
Uccello: “Va bene, verrò con te. Ma solo perchè sono il tuo fratello-amico.”
Narratore: Il mattino seguente Stella C e Uccello Sull’Erba non si fecero sentire dal resto del villaggio, presero i loro cavalli e se ne andarono. Ad un certo punto i cavalli si fermarono.
Stella C.: “C’è qualcosa che luccica nel terreno.”
Uccello: “E’ il sentiero di ferro.”
Stella:”Seguiamolo, ci porterà direttamente dall’uomo bianco.”
Uccello: “Ho paura, torniamo indietro”.
Stella: “No, siamo arrivati fin qui e non possiamo tornare indietro.”
Narratore: Così i due bambini si fecero coraggio e proseguirono. Ad un certo punto videro un grande ponte.
Stella: “Quello è un ponte dell’uomo bianco. Ci siamo.”
Narratore: Il sentiero era lungo e in salita. I due indiani decisero di far riposare un pò i cavalli.
Faceva freddo e avevano fame: non mangiavano dalla sera prima.
Quando ripresero il viaggio erano riposati ma ancora affamati.
Stella: “Che strane tende di legno e pietra.
Uccello: “Sono le tende dell’uomo bianco”.
Stella: “Ma hanno il fuoco dentro le tende!
Narratore: In quel momento un uomo li vide. Rimase un momento a guardare i due indiani e poi scomparve dentro una di quelle strane tende. Dopo poco uscirono altri uomini: in mano avevano dei fucili. Quando videro che si trattava di bambini essi si misero a ridere.
Stella C: “Augh, uomo bianco. Io sono Stella Cadente, figlio di Buon Cacciatore e di Luna che Illumina Il Sentiero.”
Uomini bianchi: “Che buffi questi bambini, ha ha. Ma cosa vogliono da noi? Ha Ha.”
Uccello: “Andiamo via, questi sanno soltanto ridere…
Narratore: Si fece largo un uomo alto che disse:
Dottor Christoph: “Augh, piccoli indiani. Io sono il dottor Christoph e conosco la vostra lingua
Stella: “Per fortuna. Siamo due indiani della tribù dei Piedi Neri e siamo venuti per chiedervi una cosa. I bufali e queste terre sono nostri. Dovete andare via di qui e lasciarci vivere in pace.”
Dottor C: “Venite nella mia casa e potremo parlare con calma.”
Narratore: Il Dottore li ospitò nella sua casa e parlò a lungo con loro. Essi videro cose mai viste prima:le finestre, il tavolo, le sedie e altro ancora. Ma soprattutto li colpì la scrittura: segni magici che potevano fermare il pensiero.
Poi il Dottore cominciò il suo triste racconto.
Dottore: “Mi dispiace, bambini. Sono triste per il vostro popolo. Conosco Occhio Sapiente e Bufalo che Canta e so che sono bravi indiani. Ma quello che sto per dirvi è molto triste.Tanti indiani sono stati uccisi. Molte tribù non ci sono più e la vostra terra appartiene già agli uomini bianchi da molti anni. Bufalo che Canta ha dato la sua parola che vuole vivere in pace con loro e in cambio i bianchi hanno promesso che non vi attaccheranno. Ma ormai l’uomo bianco è dappertutto e le città avanzano nella prateria. Gli indiani dovranno presto imparare a vivere con l’uomo bianco.”
Narratore: Questo e tante altre cose raccontò loro il Dottor Christoph. Poi li fece mangiare e riposare alla maniera degli indiani, per non offendere le loro usanze. La sera tutti gli uomini bianchi cantarono per loro intorno al fuoco. Anche i due bambini fecero sentire i canti che conoscevano. La mattina dopo li svegliò e dette loro uno strano disegno: era una mappa che indicava il percorso da seguire per trovare dei bufali. Adesso dovevano tornare al loro accampamento e portare il disegno magico al loro capo.
Stella:”Grazie, grande uomo bianco. Tu sei buono.”
Dottore: “Vi indico la strada più corta. Che il grande spirito vi protegga.”
Stella e Uccello: “Che il grande spirito protegga te.”
Narratore: A sera arrivarono al villaggio. Tutti accorsero a salutarli. Mamma Castoro e Luna che Illumina Il Sentiero abbracciarono i loro figli. Si erano molto preoccupate, ma non credevano alle loro orecchie quando seppero che i piccoli indiani erano stati dall’uomo bianco.
Buon Cacciatore: “Le vostre madri hanno pianto per voi. Siete in punizione.”
Stella “Prima però, dobbiamo dare questo messaggio magico a Occhio Sapiente da parte del Dottor Christoph.
Occhio S:”E’ un mio amico. Di lui ci si può fidare. Domani partiremo per seguire il suo consiglio.

 

ATTO QUINTO
Indiani: “Non siamo d’accordo, non dobbiamo fidarci dell’uomo bianco: lui è cattivo.
Occhio: “No, dobbiamo fidarci.
Narratore. La mattina seguente partirono per seguire le indicazione della mappa.
Bufalo che Canta:”Mandate delle vedette.
Narratore: “Passarono i giorni e le vedette non tornavano. Gli indiani cominciavano a dubitare e Stella Cadente e Uccello sull’Erba stavano sempre con lo sguardo rivolto all’orizzonte. Finalmente un giorno:
Indiano: “Tornano, le vedette stanno tornando!”
Vedetta:”Bufali, tanti bufali grassi!”
Tutti: “Evviva, siamo salvi!!”
FINALE
Narratore: Stella C aveva dieci anni quando le ultime tribù di indiani furono costrette ad abbandonare la libera vita dei nomadi. Non riuscivano più a trovare branchi di bufali per nutrirsi.
Il governo del Canada e il governo degli Stati Uniti d’America volevano proteggere gli ultimi indiani. Conclusero alcuni trattati e assegnarono loro dei territori protetti: le riserve.
A partire da quel momento gli indiani dovevano restare lì. Non potevano più vagare qua e là ma dovevano vivere in villaggi e coltivare campi, allevare bestiame e imparare nuovi mestieri.
Tutto ciò fu molto difficile per gli indiani più vecchi. Molti di loro vissero in grande povertà e non poterono dimenticare la vita libera di un tempo. Essi non volevano diventare come i bianchi.
I bambini indiani poterono andare a scuola. Anche Stella C e Uccello sull’Erba impararono a leggere e a scrivere. Le lettere sui libri non erano più segni magici per loro.
Uccello s. diventò maestro di scuola per bambini indiani e Stella C diventò allevatore di cavalli.
Impararono a vivere come i bianchi, ma non dimenticarono che, ancora bambini, avevano vagato nella prateria libera e selvaggia e avevano cacciato i bufali con i loro padri.
Musica di sottofondo MAY IT BE tratto dal cd “NAZCA, indian, songs, nature, dreams”

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