Pasqua

 

Il cortile era spazzato, gli arnesi in bell’ordine lungo il muricciolo e appesi ai pioli, l’orto tutto verde di cavoli e di lattughe, e la camera aperta e piena di sole che sembrava contenta anch’essa, e ogni cosa diceva che la Pasqua si avvicinava.I vecchi si mettevano sull’uscio verso mezzogiorno, e le ragazze cantavano al lavatoio. I carri tornavano a passare nella notte, e la sera si udiva un’altra volta il brusio della gente che chiacchierava nella stradicciola.

G. VERGA
da I Malavoglia

 

Dall'angusta apertura della scuola, gli scolari si lanciarono fuori con tale violenza da far ritenere possibile lo sfondamento della vecchia porta. Non un ragazzo camminava. Tutti saltavano, correvano, sfrecciavano, buttavano all'aria libri e carte e, con precisione matematica, scegliendo tra mille itinerari quello giusto, raggiungevano la mamma, il fratello, lo zio, il nonno in attesa.
Arturo, mio nipote, bussò allo sportello dell'auto quasi fosse atterrato dal cielo, con il corpo ancora dondolante per la velocità impiegata a raggiungermi.
Mi diede un bacetto e cominciò a dirmi che quel giorno non avevano fatto un bel niente in classe; che aveva intenzione di eseguire subito i compiti e di godersi ogni ora e ogni minuto delle vacanze pasquali.

Domenico Rea

L'uovo arcobaleno

La mattina di Pasqua nel mio prato
un uovo arcobaleno ho trovato,
era un uovo profumato e strano
non più grande di una mano.

Quando l'ho aperto, con stupore
ho trovato sorprese d'ogni colore:
giallo il sorriso d'un cinesino,
rosso il canto di un algerino,

azzurro il sorriso di uno svedese,
verde la capriola di un portoghese,
violetta la danza di mille bambine,
indaco i suoni di mille ocarine.

E arancione rotondo e paffuto
un sole caldo di benvenuto,
un sole caldo paffuto e rotondo
uguale per tutti i bimbi del mondo.

Eleonora Bellini

 

 

Dall'uovo di Pasqua

 

Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
Viva la pace,
abbasso la guerra.

Gianni Rodari

Il pulcino marziano

Ho visto , a Pasqua, sbarcare
dall’uovo di cioccolato
un pulcino marziano.
Di certo il comandante
di quell’uovo volante
di zucchero e cacao
con la zampa ha fatto ciao.
E il gatto. Per la sorpresa
non ha detto neanche: “Miao”.

Gianni Rodari

 

La leggenda della passiflora

Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto.

Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana...

- Fà che anch'io fiorisca, o Signore! - Pregò la piantina.

- Tu pure fiorirai - rispose il Signore.

- Quando? - chiese con ansia la piccola pianta senza nome.

- Un giorno... - e l'occhio di Dio si velò di tristezza.

Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell'anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome.

Il vento portò l'eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue...

- Vorrei piangere anch'io come piangono gli uomini - pensò la piantina con un fremito...

Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa. Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi... era la passiflora, il fiore della passione.

Autore ignoto


Il coniglio

Il coniglio è un simbolo pasquale molto diffuso negli Stati Uniti e nei paesi dell’Europa settentrionale. In occasione della Pasqua, in Germania e in Gran Bretagna le vetrine delle pasticcerie si riempiono letteralmente di coniglietti di cioccolata di tutte le dimensioni e fattezze. Il coniglietto pasquale o “Easter Bunny”, come si dice in inglese, trova origine dai riti pagani precristiani sulla fertilità.
Poiché per tradizione il coniglio e la lepre sono gli animali più fertili in assoluto, essi divennero fin dall’antichità il simbolo del rinnovamento della vita e della primavera. Il coniglio come simbolo della Pasqua sembra avere origine in Germania nel XV secolo, come testimoniano le cronache dell’epoca. I primi dolci e biscotti a forma di coniglio sembra si siano diffusi sempre in Germania ai primi dell’800. Furono gli immigrati tedeschi e olandesi che portarono in America la tradizione, secondo la quale il coniglietto pasquale porta un cesto di uova colorate ai bambini che si sono comportati bene. Ma é anche un po’ dispettoso e le nasconde tra l’erba e i cespugli del giardino. Potrebbe essere divertente nascondere degli ovetti di cioccolato nel giardino o in casa e scatenare la caccia al tesoro, soprattutto con i bambini più piccoli.

fismbrescia


Il piccolo sole

Lisa e Peter avevano raccolto dei cuscini di muschio. Con questi i due bambini, in un certo angolino si costruirono un nido e lo ornarono con i primi fiori di primavera. Quando Lisa ebbe finito corse dai genitori ed esclamò raggiante: “Ho fatto un nido grandissimo!” E con le braccia fece vedere la grandezza. Ad un tratto divenne pensierosa: “Speriamo che la lepre di Pasqua lo trovi, è nascosto molto bene sotto i rami del l’abete grande.”
Arrivò Peter e disse: “Anch’io voglio regalare qualcosa alla lepre di Pasqua! Le piacerà di più qualcosa di salato o qualcosa di dolce?”
La mamma pensava che un po’ di verdura da rosicchiare le avrebbe fatto senz’altro piacere. Andò a prendere una foglia di cavolo e una carota e le diede ai bambini.
Quando il mattino seguente i fratelli si svegliarono, non era ancora del tutto chiaro. In due balzi furono alla finestra. “Ssst, forse vediamo ancora la lepre di Pasqua,” sussurrò Peter. I due pigiarono il loro naso contro i vetri e guardarono fuori. Dopo un attimo Lisa esultò: “Guarda, credo che ci sia un uovo rosso nel prato!”
“Sì, ora lo vedo anch’io,” esclamò meravigliato il fratello, “E là dietro ce n’è ancora uno!”
I bambini svegliarono i genitori. “La lepre di Pasqua è già arrivata!” Raggiunti i loro nidi di corsa vollero vedere se la lepre aveva trovato i loro regali.
“Nel mio ha dato un morso,” disse Lisa tutta contenta.
“Anche nel mio,” esclamò Peter. “Guarda, qui si vedono proprio i segni dei denti!” Solo ora i due notarono meravigliati le sorprese di Pasqua nei loro nidi e le mangiarono.
Nel prato trovarono numerose altre uova colorate. Le portarono in un cestino fin sul tavolo preparato a festa. Più tardi, mentre facevano colazione, il babbo disse: “Sapete che in queste uova di Pasqua è nascosto qualcosa di speciale?”
Prese un uovo sbucciato tenendo la punta verso l’alto, tagliò attentamente tutt’intorno alla metà e sollevò la metà superiore dell’albume. Quando i bambini videro l’intero tuorlo emergere dal resto dell’uovo esclamarono meravigliati: “Sì, sembra proprio una palla d’oro,” “O un piccolo sole!”

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L’uovo di Pasqua

L’uovo di Pasqua è venerabile, mentre le uova di cioccolato hanno un origine abbastanza recente, il vero uovo, quello decorato con colori e disegni ha un origine antica ed é simbolo della vita che continua e della resurrezione di Cristo celebrata in primavera. Date come regalo dagli antichi Greci,Persiani e Cinesi durante le feste di primavera, le uova erano presenti anche nella mitologia pagana, dove si legge dell’ Uccello-Sole che si é schiuso dall’Uovo-Mondo. Secondo alcune tradizioni pagane, il Paradiso e la Terra sono state formate da due parti in un uovo. Siccome l’uovo é naturalmente il simbolo della resurrezione di Gesù Cristo si é ritenuto appropriato associarlo alla festa pasquale.
Durante il Medioevo, le uova erano colorate e donate a Pasqua. Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere. Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un umile uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Proibite durante la solenne festa della Quaresima, le uova furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.

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